Ominide 1013 punti

L'economia durante il secolo dei lumi


Le due dottrine principali che emersero furono:
- la fisiocrazia, il cui esponente principale era Quesney, secondo cui bisognava fare riferimento sulla natura, sviluppando agricoltura e allevamento, considerate le prime fonti di ricchezza, mentre commercio e industria non creano nulla e sono solo loro dipendenti
- il liberismo o dottrina del libero scambio, il cui massimo esponente fu Smith con il suo libro "La ricchezza delle nazioni" che rappresenta il manifesto del liberismo e un'opera di macroeconomia che indaga il sistema economico in generale e i suoi rapporti con storia e filosofia.
Smith individuava nel lavoro una fonte di ricchezza, andando a permettere la configurazione del nesso lavoro-valore che verrà poi ripreso da Marx per parlare del capitalismo.
Elaborò anche la dottrina della mano invisibile, secondo cui tutto è governato da questa mano che, nonostante l'egoismo individuale, guida tutto verso il bene comune (in ambito economico, il principio del laissez-faire secondo cui è giusto che lo stato non intervenga nell'economia, e sostenne la divisione del lavoro, che aumenta la produttività.
Questa teoria è considerata come una teoria economica positica.
Altro esponente del liberismo fu Maltus, secondo cui la popolazione cresce in maniera molto più veloce rispetto ai beni e questo provoca uno squilibrio, che deve essere regolato tramite catastrofi naturali o da provvedimenti ad hoc della politica che si basano sul controllo e riduzione delle nascite o matrimoni tardivi (perché con l'avanzare dell'età si è meno fertili), e il ricorso a metodi anticoncezionali.
Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
1700 - Il secolo delle guerre