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Le Crociate


Da secoli la Palestina, culla del cristianesimo, era meta di pellegrinaggio dei fedeli dell’Occidente. I pellegrinaggi non cessarono anche quando quei luoghi, chiamati Terra Santa, furono conquistati da popolazioni turche di religione musulmana. I pellegrini si imbarcavano sulle navi delle città marinare e sopportavano viaggi molto lunghi e faticosi pur di raggiungere Gerusalemme. Ma al loro ritorno dalla Terra Santa , i pellegrini raccontavano di violenze e ingiustizie subite dai cristiani ad opera dei Turchi. Nel mondo cristiano occidentale nacque allora la volontà di conquistare la Palestina, per liberarla dai musulmani, considerati infedeli. Nel 1069 il papa Urbano II si appellò ai signori feudali dei Paesi europei, incitandoli a unire le loro forze militari per la difesa dei luoghi saci della religione cristiana. Ebbe così inizio una lunga serie di spedizioni militari in Terra Santa; poiché i partecipanti portavano come insegna una croce cucita sul loro vestito, queste guerre furono dette Crociate. In due secoli furono organizzate otto spedizioni. Le Crociate non furono solo ispirate dal desiderio di liberare il Santo Sepolcro, e di diffondere la fede cristiana; accanto a uomini di fede parteciparono a queste imprese militari anche mercanti e avventurieri in cerca di fortuna. Dopo la prima Crociata, Gerusalemme fu liberata. I cavalieri e i feudatari vincitori, avendo conquistato enormi ricchezze, decisero di restare in Terra Santa. Essi vi fondarono il regno di Gerusalemme, sul modello dei regni feudali occidentali e, con il passare del tempo, impararono a vivere pacificamente con la popolazione araba. Dopo meno di un secolo, però, Gerusalemme fu riconquistata dai musulmani e, malgrado altre spedizioni militari, i possedimenti cristiani in Palestina si ridussero a isolate fortezze che pia piano scomparvero. Le Crociate fallirono, ma ebbero conseguenze importanti, soprattutto in campo economico, ad avvantaggiarsene furono ancora una volta le già potenti città marinare italiane. Proprio ad esse, infatti, si rivolsero i sovrani e i principi che guidavano le Crociate e che quindi dovevano organizzare il trasporto di viveri, truppe e merci. In cambio delle loro navi, le Repubbliche marinare ottennero enormi privilegi commerciali.
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