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Il ducato di Borgogna si estende nella Francia orientale ed è posto all'incrocio di importanti vie di comunicazione. Essa è una regione economicamente ricca. Di origine feudale, il ducato dipende formalmente dall'Impero e dal regno di Francia, condizione che in realtà gli assicura una forte autonomia dall'uno e dall'altro e la sua “capitale” è Digione. La storia borgognona ci interessa qui per individuare e vedere in atto alcuni dei caratteri della politica del Quattrocento. Il primo capitolo della vicenda inizia con Filippo l'Ardito, che diviene duca di Borgogna. Filippo sposa Margherita di Fiandra e il matrimonio gli frutta quindici anni dopo l'eredità delle Fiandre, della Franca Contea e dell'Artois. Le sue terre sono composte da un blocco settentrionale e da uno meridionale e tra i due estremi c'è tutto il resto della Francia. In seguito rafforza il suo fronte nella regione nordica facendo sposare i suoi due figli con due esponenti della dinastia degli Hainaut. Il secondo capitolo di giochi politici si apre quando Filippo l'Ardito imposta un'altra partita: assume la reggenza del regno di Francia nel momento in cui il re, comincia a mostrare evidenti segni di squilibrio mentale. C'è però il rivale duca di Orlèans, Luigi per il controllo del regno. La rivalità aumenta quando Giovanni Senza Paura, figlio di Filippo, fa uccidere il duca suo parente e rivale. A quel punto scoppia la guerra tra Armagnacchi e Borgognoni. Il Borgognone senza paura, alleato con l'Inghilterra, si impadronisce di Parigi e sembra trionfare, ma è ucciso da un sicario degli Armagnacchi. Il terzo capitolo comincia con il successore di Giovanni, Filippo il Buono. Il ducato continua a prosperare, nonostante l'incrinarsi delle relazioni con l'Inghilterra e le negative ricadute sull'industria tessile delle Fiandre. Ma dopo la firma del Trattato di Arras l'indipendenza della Borgogna da Parigi si rafforza al punto che il duca borgognone è dispensato dal rendere l'omaggio feudale. Filippo acquista Lussemburgo, reprime la rivolta di Gand e limita l'autonomia di grandi centri urbani e mercantili. Il quarto e ultimo capitolo vede il tentativo borgognone di trasformare un dominio composito nei suoi possedimenti territoriali e formalmente ancora feudale in uno Stato moderno. Uno dei protagonisti di questo periodo è Carlo il Temerario. In guerra contro Luigi XI, tanto da non riconoscersi più suo vassallo, il nuovo duca di Borgogna mira a ricostituire l'antica Lotaringia, uno stato che tagli l'Europa dal Mediterraneo al Mare del Nord. Ma il sovrano francese fa una serie di alleanze contro il Temerario e lo isola. L'esercito di Carlo viene sconfitto tre volte. I domini borgognoni vengono smembrati. Il re di Francia annette ducato e contea di Borbogna insieme all'Artois dando così compatezza mentre ai borgogni gli vengono lasciati solo le Fiandre.

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