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Giovanni da Verrazzano e l’esplorazione delle coste del Nord America


Giovanni da Verrazzano, esploratore fiorentino a servizio di Francesco I, re di Francia, per lungo tempo è stato dimenticato o addirittura sottovalutato. Per primo, nel 1523, egli esplorò un tratto di circa 700 leghe di costa dell’America settentrionale degli odierni Stati Uniti che allora, in onore a re di Francia, chiamò Terra Francesca.
Originario di Greve in Chianti, vicino a Firenze, pare che si sia stabilito in Francia intorno al 1522, quando fecero ritorno in Europa i superstiti della spedizione di Magellano. Magellano aveva scoperto lo stretto che separava l’Atlantico dal Pacifico che da lui aveva preso il nome di Magellano, ma, poiché tale passaggio si trovava all’estremo limite dell’America meridionale, i viaggio sarebbe stato molto lungo per cui si fece avanti la necessità di trovare un altro passaggio a nord, lungo la costa settentrionale. Giovanni da Verrazzano sottopose il progetto al re di Francia. Il momento era favorevole perché Francesco I voleva acquistare prestigio in tutti i modi ed aumentare la sua potenza nei confronti della monarchia spagnola e poter arrivare facilmente nel ricco Catai (l’odierna Cina). Fu così che verso la fine del 1523, Giovanni da Verrazzano parti da Dieppe, in Bretagna facendo rotta verso sud-ovest, facendo credere ad una spedizione corsara lungo le cosate iberiche per tenere nel massimo segreto il vero scopo del viaggio. Partito con tre navi, dopo due mesi ne era rimasta solo una, le altre essendo state affondate nel corso di una tempesta. Nel gennaio 1524, salpò definitivamente dall’ isola di madera con un equipaggio di 50 uomini e viveri per otto mesi. Arrivò alle coste americane giungendo fino alla Nuova Scozia, ma del passaggio ricercato neanche l’ombra. Apparve allora chiaro che il Continente americano era costituito da un’unica ed ininterrotta continuità di terre dallo stretto di Magellano fino all’estremo Nord.
Purtroppo l’impresa di Da Verrazzano fu ben presto dimenticata e la stessa Francia trascurò o addirittura abbandonò le terre esplorate dal navigatore per evitare conflitti con la Spagna che aveva il predominio su quasi tutto l’Atlantico. Gli stessi nomi che egli aveva assegnato ai luoghi scoperti, secondo il suo diritto di navigatore, furono sostituiti prima dagli Spagnoli e poi dagli Inglesi. In un antico documento venuto alla luce nella seconda metà del XX secolo, risulta che egli battezzò quelle terre con nomi già presenti nella sua terra natale: San Gallo, Careggi, Certosa. Dopo il ritorno in Francia, nel 1528 organizzò un’altra spedizione alla volta dell’America centrale, ma di questo viaggio abbiamo poche notizie. Sembra che una volta sbarcato in un’isoletta dei Caraibi sia stato assalito dagli indigeni cannibali e barbaramente ucciso, come riferisce il fratello che assisté alla scena dalla nave rimasta al largo.
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