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Cristina di Svezia


Il re di Svezia, Gustavo II Adolfo, conosciuto come il Leone del Nord, morì nella battaglia di Lutzen lasciando il regno nelle mani di sua figlia Cristina di appena 6 anni, sotto la reggenza del cancelliere Axel Oxenstierna. Compiuta la maggiore età nel 1644, Cristina dimostrò subito un grande interesse per le arti, le scienze e la letteratura piuttosto che per la politica o la guerra. Dotata di un’intelligenza ed una memoria notevoli, ricevette un’educazione assai raffinata e per la sua produzione letteraria arrivò perfino ad essere conosciuta come la Minerva del Nord. Quando salì al trono, essa prese subito le distanze dal cancelliere Oxenstierna e di questo fatto approfittarono ben presto i nobili svedesi che già alcuni anni prima avevano tentato di appropriarsi delle terre appartenenti al patrimonio reale, finendo per imporre le proprie direttive di governo. Nel 1650, a seguito di una grave carestia causata da un pessimo racconto, i contadini, il clero e la società urbana chiesero l’intervento della monarchia per ridurre i privilegi dei grandi nobili latifondisti, ma la regina Cristina non manifesto alcun interesse per questo problema perché troppo presa dalle questioni culturali di corte. Qui, essa si faceva circondare dai più importanti saggi e filosofi del tempo come René Descartes, invitato a Stoccolma e all’università di Upsala nell’ottobre 1649. Tuttavia le lezioni di filosofia e di religione del celebre pensatore francese iniziarono solo nel mese di dicembre e molto presto al mattino nella gelida residenza reale. Pare che, come conseguenza, Descartes contrasse una grave polmonite che lo portò alla tomba nel febbraio del 1650. Nel frattempo, la regina Cristina si stava sempre più avvicinando alla religione cattolica ed è forse anche per questo motivo che nel 1654, essa abdicò e si trasferì in Italia, a Roma. Qui, con grande stupore dei suoi contemporanei, l’anno successivo si convertì al Cattolicesimo, assumendo il nome di Maria Cristina Alessandra Vasa e ricevendo la prima comunione direttamente dalle mani del papa Alessandro VII. A Roma, essa continuò anche a collezionare opere d’arte, soprattutto statue antiche, che oggi sono state raccolte nel Museo del Prado di Madrid.
Nell’insieme si può affermare che il regno della regina Cristina costituì per la Svezia un grande momento di rinascita culturale anche se per mettere in pratica il suo motto Columna regni sapientiae [la conoscenza è il pilastro del regno] essa non esitò a spendere ingenti somme di denaro anche a rischio di indebolire ulteriormente l’ erario di per sé già precario a causa dei numerosi conflitti in cui la Svezia si era sempre lanciata al fine di stabilire la propria egemonia sul Mar Baltico.
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