Un’epoca di crisi

Dopo il 1000 in Europa ci fu un lungo periodo di crescita demografica, ma nel corso del XV sec. la peste nera sterminò un terzo della popolazione.
A causa di carestie, guerre e difficoltà dell’economia agricola e cittadina si arrivò alla cosiddetta crisi del Trecento.
Accanto agli aspetti negativi ci furono anche trasformazioni che con il tempo portarono a una nuova fase di sviluppo economico.
Calo demografico dovuto a:
Carestie
Agli inizi del trecento, per far fronte all’incremento demografico, i terreni erano stati troppo sfruttati e mal concimati e quindi si impoverirono; a questo si aggiunse una diminuzione della temperatura e un sensibile aumento della piovosità che contribuirono all’andamento negativo dei raccolti.
Questo portò gravi carestie che determinarono l’aumento dei prezzi dei cereali e quindi l’incremento della mortalità tra i ceti più poveri.

Guerre
I conflitti, la Guerra dei Cent’anni e una serie di scontri minori, non solo causarono molte vittime, ma furono anche devastate le campagne e vennero interrotti gli scambi commerciali. Molti cittadini fuggirono verso le città.
Peste nera
Fu la causa principale del calo demografico; questa partì dalla Mongolia negli anni Venti del XIV secolo e raggiunse l’Europa fra il 1348 e il 1351 causando una perdita di un terzo della popolazione.
Il morbo era di veloce trasmissione poiché nelle città le case di legno erano molto vicine, mentre in campagna c’era meno contagio perché le case erano più distanti e il sistema di disinfestazione era quindi più semplice.
Questo morbo proveniva dalle pulci dei roditori che erano molto presenti nelle campagne e di cui erano infestate le navi genovesi e veneziane che transitavano sul Mar Nero e Caspio fino all’Europa.
Nel 60/° dei casi chi veniva contagiato moriva, infatti la malattia era sconosciuta; chi invece si salvava era immune alla malattia e poteva assistere i malati.
L’ammalato contraeva febbre e allucinazioni e sulla pelle comparivano dei rigonfiamenti (bubboni).
La peste favorì pratiche devozionali e penitenze collettive, s’intensificarono iniziative individuali come processioni, pellegrinaggi, gruppi di penitenti chiamati flagellanti che, mortificando il corpo, credevano di placare la collera divina. Questi penitenti recitavano inni e si flagellavano in processione di città in città.
Molti vescovi li scomunicarono e il 20 ottobre 1349 papa Clemente VI li condannò apertamente.
Crebbe anche la ricerca di capri espiatori come forestieri, eretici, prostitute e mendicanti, ma soprattutto ebrei e donne identificate come streghe soprattutto nell’Italia settentrionale.


La persecuzione degli ebrei (fenomeno dell’antisemitismo)
Fu molto violento nelle aree tedesche dove ci furono molte vittime.
A spingere le masse contro gli ebrei generalmente erano gli artigiani, che temevano la loro concorrenza, ma anche i nobili del contado e i patrizi cittadini che avevano debiti con loro e speravano di non doverli risanare.
Trionfi della morte e danze macabre
La diffusione di questi motivi accentuava il senso della precarietà umana e sottolineava il fatto che la morte metteva tutti sullo stesso piano.
Trionfi della morte : i dipinti hanno come protagonista la Morte raffigurata come uno scheletro, che miete vittime senza alcuna distinzione gerarchica.
Danze macabre: i dipinti raffigurano processioni di uomini appartenenti a tutti i ceti sociali e accompagnati dal proprio scheletro. La danza ha un rapporto stretto con la morte che è sempre vicina.
La caccia alle streghe
Anche le donne che praticavano professioni come ostetriche, erboriste, guaritrici furono accusate di aver diffuso il contagio.
Le donne, già ritenute responsabili del peccato originale, erano considerate possibili interlocutrici del demonio.
Erano infatti soprattutto le donne che sin dall’antichità praticavano riti per influenzare o prevedere fenomeni atmosferici, per potenziare la fertilità del suolo, la fertilità delle persone e anche per garantire più cibo; questi riti furono denunciati come atti di stregoneria.
La caccia alle streghe iniziò nell’epoca della peste nera (1348) e durò molto: nel 1484 Innocenzo IV con la bolla detta “Summis desiderantes affectibus”, equiparò il crimine di stregoneria a quello di eresia a nel 1486 due inquisitori tedeschi scrissero il Mallelus Maleficarum che conteneva indicazioni precise su come riconoscere le streghe.

Crisi della signoria fondiaria
La crisi della proprietà signorile era evidente già agli inizi del XIV.
- Si rafforzarono i poteri territoriali regii, principeschi e cittadini che tolsero ai signori le prerogative esercitate fino ad allora; perciò si allentarono i rapporti di dipendenza dei contadini nei confronti del signore.
- La crisi economica del Trecento portò a una riduzione della produzione, quindi a una diminuzione del reddito agrario.
- L’aumento dei salari(dato che la manodopera era scarsa e quindi sempre più cara) portò a una diminuzione dei redditi signorili.
- I signori feudali erano danneggiati da guerre sul proprio territorio.
I signori tentarono di reagire intensificando lo sfruttamento dei contadini, ma in molti casi dovettero dividere le grandi proprietà rinunciando alla conduzione diretta delle loro terre.
 La terra tornò oggetto di libero commercio: molti contadini che le avevano lavorate, ottennero la proprietà delle terre e molti cittadini, arricchiti da commercio e manifatture, investirono capitali nell’acquisto di terreni.
I signori stipularono contratti di colonia parziaria sostituendo i vecchi contratti di concessione o di affitto a lungo termine; con questo nuovo tipo di contratto, il proprietario forniva al coltivatore parte dei sementi e degli animali da lavoro, oppure prestava denaro o attrezzatura agricola.
Il prodotto era diviso in parti prestabilite tra proprietario e affittuario(se diviso a metà prendeva il nome di mezzadria); in questo modo il proprietario controllava il dipendente che sempre più spesso si impoveriva ed indebitava non traendo vantaggio dalla vendita dei prodotti.
La diminuzione della domanda dei cereali favorì la diversificazione delle coltivazioni e permise la diffusione di colture specializzate legate al settore alimentare e manifatturiero.
Con l’abbandono di molte terre coltivate, ci fu nuovo spazio per pascoli e boschi.
Ciò portò a una conseguenza positiva: in molte regioni rifiorì l’allevamento(specialmente bovino) e aumentò la produzione di carne, latte e formaggi che, a sua volta, portò a un miglioramento dell’ alimentazione e alla maggiore disponibilità di materie prime.

Il mondo urbano

Crisi delle produzione manifatturiera, del commercio e del credito:
- Con la riduzione dei traffici ci fu una diminuzione della produzione tessile, quindi le città dove era concentrata l’attività manifatturiera entrarono in crisi
- Le difficoltà economiche inasprirono i rapporti tra i padroni delle botteghe e i dipendenti dando origini a scontri violenti
- Clamorosi fallimenti di alcune tra le maggiori banche Europee come quelle dei fiorentini Bardi e Peruzzi: i due banchieri avevano concesso grandi prestiti ai re di Sicilia e di Inghilterra che, non risarcendoli, li fecero entrare in bancarotta con gravi ripercussioni economiche per chi aveva deposto i risparmi nelle loro casse.
Ma anche segnali positivi..
- I sopravvissuti scampati alla peste ereditavano i beni di famiglia e quindi c’era maggiore disponibilità di denaro da spendere in articoli di valore come armi, vetrerie, tessuti pregiati e sete.
- I prodotti di uso comune era accessibili agli individui di media condizione: aumentò la richiesta di lino e cotone e si diffuse la produzione dei fustagni.

-Sviluppo del settore edilizio : costruzione di palazzi e case per famiglie più ricche e anche chiese, ospedali e sedi di confraternite grazie al denaro che gli appestati lasciavano agli enti religiosi. Aumentò anche la richiesta di mobili e oggetti di arredo
La produzione cominciò a spostarsi nelle campagne dove la manodopera era più abbondante e meno cara e gli imprenditori abbatterono sensibilmente i costi di produzione affidando filatura, tessitura e rifinitura della lana a piccoli artigiani, donne e contadini che lavoravano a domicilio.
Anche se i tessuti erano meno pregiati di quelli realizzati in precedenza, avevano prezzi minori e quindi erano più richiesti.

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