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COSTITUZIONE DEL 1799 E CODICE CIVILE NAPOLEONICO

COSTITUZIONE DEL 1799

Un colpo di Stato mise fine alla Costituzione dell’anno III. La ricerca di un nuovo equilibrio politico trovò in Napoleone la figura chiave: egli attuò il colpo di Stato del 9 novembre 1799 e salì al vertice della Repubblica. Una Commissione ristretta ispirata da Sieyès e controllata da Napoleone provvide alla redazione di una nuova Costituzione che entrò in vigore il 25 dicembre 1799 e fu sottoposta all’approvazione degli elettori a suffragio universale. Il proclama che la presentava al popolo assicurava il rispetto dei principi del governo rappresentativo e i diritti sacri di proprietà,uguaglianza e libertà. La Costituzione prevedeva:

1) Il potere esecutivo a tre Consoli, di cui il primo era Napoleone che aveva potere decisionale effettivo;
2) Il potere legislativo diviso: dall’esecutivo partivano le iniziative legislative; il Consiglio di Stato presentava i progetti di legge al Tribunato che li discuteva senza approvarli e li passava al Corpo Legislativo che li votava senza discuterli. Tutti i componenti di questi organi erano scelti dal Primo Console;
3) Il potere giudiziario era affidato a giudici scelti dal Primo Console;
4) Il potere di revisione costituzionale era affidato al Senato.
Napoleone di fatto, con il colpo di Stato, instaurò un regime dittatoriale che durò dal 1799 al 1814. Dal 1802 la Costituzione presentava Napoleone come Console a vita e la Costituzione del 1804 costituì l’Impero. Dal 1802 fu soppressa la maggior parte dei giornali francesi così come la libertà di stampa, la libertà di opinione e di associazione.

CODICE CIVILE

Napoleone commissionò a quattro giuristi il compito di predisporre il progetto di un codice civile. Il progetto definitivo fu inviato ai Tribunali, riesaminato dalla Commissione, esaminato a fondo dal Consiglio di Stato, presentato al Tribunato e approvato nel Corpo Legislativo. Le varie parti del codice furono unite per formare il Code Civil de Français approvato il 21 marzo 1804.
Il Code Civil è suddiviso in tre libri e preceduto dal titolo “Della pubblicazione, degli effetti e dell’applicazione delle leggi in generale”. L’obiettivo del Codice fu quello di salvaguardare le più importanti conquiste della rivoluzione, come l’abolizione dei privilegi di clero e nobiltà, la laicità dello Stato, l’uguaglianza giuridica di tutti i cittadini, la libertà religiosa, la possibilità di ognuno di salire ai più alti gradi militari e civili. Nel diritto di famiglia venne mantenuta la validità del matrimonio civile oltre a quello religioso e fu previsto il divorzio; la figura del marito fu rafforzata. In campo successorio fu esteso a tutti i figli, legittimi e non, il diritto di ereditare il patrimonio di famiglia che fu suddiviso in parti eguali. In campo istituzionale fu istituito il prefetto che in ogni Dipartimento comandava le forze dell’ordine. Inoltre:

a) fu abolito il calendario rivoluzionario e ripristinato quello cristiano;
b) Il 14 luglio fu proclamato festa nazionale;
c) Il tricolore fu mantenuto come bandiera nazionale;
d) Fu confermato il servizio militare obbligatorio;
e) Fu lasciata ai comuni la cura dell’istruzione elementare e lo Stato si riservò l’istruzione secondaria e universitaria. La scuola privata diretta dal clero fu sottoposta a controllo statale;
f) I giudici venivano nominati da Napoleone e i Tribunali furono divisi in civili e penali;
g) Furono creati ospedali pubblici e statali.

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