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Cosimo de’ Medici

Cosimo de’ Medici nacque a Firenze nel 13899 e della sua giovinezza non abbiamo molte notizie. Il padre, Giovanni de’ Medici, era saggio e potente, al figlio insegnò la tecnica del commercio e lasciò una cospicua fortuna. Si sposò con la contessina Badi da cui ebbe due figli, Piero e Giovanni. Cosimo preferiva vivere modestamente, evitando così di mettere in mostra le proprie ricchezze: sapeva che i suoi concittadini l’avrebbero invidiato e poi osteggiato nel caso in cui avesse ostentato ricchezze e potenza. Nel 1429, alla morte del padre, si trovò a capo di una grande impresa commerciale che trattava con tutto il mondo conosciuto in quei tempi. Da parete sua, ampliò ancora di più il giro di affari e aprì nuove filiali all’estero. Sotto la sua direzione, venivano lavorate lana e seta importante d’oriente e merci preziose rivendute in molti paesi europei. Nonostante questa attivissima attività commerciale egli aveva anche il tempo di dedicarsi alla politica. Nel 1433, Rinaldo degli Albizzi lo accusò di volersi far eleggere dittatore di Firenze e lo fece arrestare. Resto in carcere solo 20 giorni, ma fu condannato all’esilio per 20 anni. Si ritirò a Venezia, dove tuttavia, fu accolto da gran signore. I suoi avversari fiorentini erano convinti che lontano da Firenze, i suoi affari commerciali subissero una rovina, ma non fu così, anzi. A Venezia, infatti si procurò nuove amicizie ch egli permisero di intraprendere nuovi affari ed ingrandire il suo impero commerciale. Quando il governo di Firenze passò nelle mani di una Signoria favorevole ai Medici, Rinaldo degli Albizzi fu allontanato dalla città e quando Cosimo rientrò a Firenze fu acclamato da tutto il popolo. Non ebbe mai incarichi pubblici ufficiale (solo per due bimestri ebbe l’incarico di Gonfaloniere), tuttavia i membri del governo ricorrevano spesso ai suoi consigli, spesso dati per rovinare o rendere innocui economicamente i suoi avversari. Cosimo de’medici fu anche un mecenate anche se non era un uomo particolarmente colto. Ospitò nel suo palazzo artisti, poeti e filosofi; fece costruire chiese e monumenti grandiosi e Firenze ne risultò particolarmente abbellita: ampliamento di palazzo Pitti, completamento del giardino di Boboli, istituzione della fabbrica degli Uffizi e creazione del Corridoio Vasariano)
Mori nel 1464 e la Signoria di Firenze fece incidere sulla sua tomba il titolo “Padre della patria”.
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