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Corti sovrane



Nei secoli dell’età moderna la giurisprudenza acquistò in ognuno degli ordinamenti politici europei un ruolo di grande rilievo tra le fonti del diritto: le pronunce e i giudicati dei tribunali superiori di ciascun Stato: decisioni di ultima istanza, che non potevano venir sovvertite da altre magistrature e neppure dal re.
Ogni stato ebbe la sua Corte o le sue Corti superiori: a Napoli il Sacro Real Consiglio; il Senato milanese, creato dai francesi nel 1499 ed ereditato dagli spagnoli; nello Stato sabaudo operavano quali corti sovrane i Senati di Piemonte e di Savoia.

La Rota romana fungeva da tribunale ecclesiastico per l’intera cristianità, ma anche da corte dello Stato pontificio in materia civile. Nel corso del ‘500 furono istituite diverse Rote: a Firenze (1502), la Rota ebbe la caratteristica di dover motivare le proprie sentenze. In Francia il Parlamento di Parigi, erede della Curia regis, sin dal XIII sec. era la corte suprema della monarchia. In Germania, al di sopra delle corti dei principati, vi erano due tribunali supremi: il Tribunale imperiale di corte, con competenze attinenti i diritti e prerogative dell’imperatore, e il Tribunale camerale, tribunale supremo dell’impero, quale corte di ultima istanza per gli appelli civili.