Video appunto: Corti sovrane - Procedure

Procedura delle corti sovrane



Non vi era uniformità di disciplina né di poteri né di procedure tra le diverse corti supreme europee. Tuttavia vi sono elementi comuni tra loro: l’accrescimento dei poteri sovrani si realizza in gran parte attraverso lo strumento delle giurisdizioni regie, di cui le Corti sono la massima espressione.
Prevale il modello di Stato giurisdizionale, nel quale i poteri sovrani si attuano attraverso il controllo e le pronunce di natura giudiziale, più che attraverso l’esercizio dei poteri amministrativi o legislativi.

Premesso che la distinzione moderna tra poteri dello stato era sconosciuta, non poche corti sovrane (eccetto le Rote) esercitavano anche funzioni di natura legislativa. In diversi stati le leggi volute dal re non entravano in vigore se non registrate dal Parlamento o dal Senato, e tale adempimento spesso non era solo formale. Gli stessi ordini emananti dalle Corti avevano valore di legge, con efficacia generale, specie in tema di procedura. Ai giudici delle Corti erano spesso affidati compiti di governo di città e comunità locali. La composizione del corpo giudicante era di norma prerogativa diretta del re, che sceglieva i magistrati secondo procedure differenziate. Il sistema delle venalità, diffuso in Francia e in Spagna, consentiva a candidati appartenenti a famiglie facoltose, di competere per prestigiose cariche magistratuali – consentendo, soprattutto in Francia, l’ereditarietà dell’Ufficio all’interno della medesima famiglia.