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Conquiste territoriali di Carlo V: l’impero di Solimano


Durante il regno di Carlo quinto, l'Europa conobbe un altro grande imperatore, di fede islamica: Solimano il Magnifico, che assunse il governo della Porta di Istanbul appena un anno dopo l'elezione di Carlo a sacro romano imperatore e che la resse fino alla morte, nel 1566. Solimano aveva stabilito la propria corte a Istanbul e il suo dominio, che si estendeva su tre continenti (Asia, Africa ed Europa), conobbe in quest'epoca una fase di trionfale espansione.
Carlo quinto, che fin dai primi anni di regno aveva tentato di rafforzare il potere centrale e l'autorità dell'imperatore, decise quindi che era giunto il momento di realizzare un sogno ambizioso, l'unità politica dell'Europa cristiana. Per far questo era però fondamentale arrestare l'ascesa al potere dei Turchi ottomani con cui lo scontro divenne inevitabile.
I Turchi ottomani, dopo aver conquistato nel 1453 Costantinopoli, la ribattezzarono Istanbul facendone la capitale del loro impero e il punto di collegamento tra i domini in Anatolia e quelli nella penisola balcanica. Nei decenni seguenti la loro avanzata verso occidente fu continua e incalzante: negli ultimi anni del governo di Maometto secondo (1451/1481) si impadronirono della Bosnia, del principato di Atene, della Morea (l'attuale zona del Peloponneso), di varie isole dell'Egeo e dell'Albania.
Negli anni Ottanta del Quattrocento il nuovo sultano, Bayazid secondo (1481/1512), succeduto al padre Maometto secondo, dovette fronteggiare numerosi scontri lungo il confine nord occidentale contro Mattia Corvino, re d'Ungheria (1458/1490), e contro il re di Polonia, che infine accettò di pagare un tributo annuale agli Ottomani. Sul mare i Turchi attaccarono con la loro flotta le navi veneziane che presidiavano i domini della Serenissima nell'Adriatico. Nell'ultimo decennio del Quattrocento i generali di Bayazid guidarono alcune devastanti incursioni in Ungheria, Croazia, Stiria, Carniola, Carinzia (cioè nei territori del Sacro romano impero) e, nel 1499, la flotta turca sconfisse quella di Venezia nell'Adriatico. In seguito gli Ottomani saccheggiarono i territori del Friuli, spingendosi fino alle mura di Vicenza.
La pace siglata da Venezia con i Turchi nel 1502, e riconfermata poi quindici anni più tardi, è una testimonianza dell'importanza assunta come potenza marittima da un impero che fino a quel momento si era contraddistinto per un dominio essenzialmente di terra. Per conservare il possesso dell'isola di Cipro, una delle principali basi commerciali della Serenissima nel Mediterraneo, i Veneziani dovettero accettare di versare un oneroso tributo annuale alle casse ottomane.
Durante il primo ventennio del Cinquecento, sotto la guida del nuovo sultano, Selim primo (1512/1520), l'impero si estese sia verso oriente contro la Persia sia in Africa contro i mamelucchi, signori della Siria e dell'Egitto: due nemici di fede islamica, che minacciavano di serrare su due lati l'impero turco. Nel 1514 in Persia Selim inflisse una dura sconfitta allo shah e consolidò (sotto forma di vassallaggio feudale) la propria supremazia sul Kurdistan. Due anni più tardi scatenò una potente offensiva verso la Siria e l'Egitto, che sconfisse rapidamente grazie a un uso massiccio e spregiudicato dell'artiglieria. Al termine della campagna, nel 1517, la Siria e l'Egitto divennero province ottomane e la Porta di Istanbul, forte delle sue nuove postazioni, poté affermarsi come la più grande potenza islamica.
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