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Calvinismo e tolleranza religiosa


A seguito della diffusione delle idee calviniste, molti italiani attratti dalla la nuova religione, per sfuggire ai provvedimenti repressivi preferirono abbandonare l’ Italia e rifugiarsi a Ginevra. Fra questi ci furono molti fuoriusciti lucchesi. Alcuni aderirono al protestantesimo nella forma calvinista, altri, invece finirono per assumere un atteggiamento polemico nei confronti di Calvino stesso, soprattutto in occasione della morte di Serveto.
Serveto era un teologo e medico spagnolo, messo al rogo dai calvinisti. La sua tragica fine provocò un trauma nel mondo riformato, minando il mito di terra della libertà, in opposizione alla tirannia di Roma. La sua esecuzione inaugurò il dibattito moderno sulla tolleranza e sulla libertà religiosa.
Infatti, si cominciò a discutere se esistesse o meno il diritto di punire gli eretici a causa delle loro convinzioni. Occorre precisare che nessuno degli stati che avevano accettato la Riforma aveva lasciato ai cattolici la possibilità di esercitare in pubblico il loro culto. In molti casi, però la ribellione religiosa aveva acquisito il carattere di rivolta sociale o politica, repressa molto crudelmente come nel caso della rivolta degli anabattisti di Munster. Nel caso di Serveto, invece, si trattava di aver condannato a morte un uomo soltanto per aver sostenuto principi contrari alla Chiesa calvinista di Ginevra. È contro questo atto di spietata intolleranza religiosa che si rivolse la polemica degli esuli italiani, soprattutto ad opera di Sebastiano Castellione. Alla polemica aderirono ben presto anche gli anabattisti. Tuttavia, vista l’impossibilità di continuare a soggiornare in Svizzera, molti italiani preferirono abbandonare la Svizzera per trasferirsi in Polonia, in cui le loro idee ebbero una buona diffusione per un certo tempo. Fra coloro che si opponevano ai Calvinisti sono degni di nota i Sonciniani che devono il loro nome a Fausto Soncini di Siena. Collegandosi al razionalismo umanistico, essi risolvevano la vita religiosa in una forma di moralità e consideravano Gesù Cristo come redentore per il solo fatto di aver recato nel mondo un grande esempio morale. Per le loro idee, i Sonciniani hanno anticipato il deismo razionalistico che si sviluppò soprattutto nel XVIII secolo sia in Europa che in America con i filosofi illuministi. Essi lottarono a favore della tolleranza religiosa, contro l’uso della violenza e della persecuzione nei confronti di coloro che dissentivano dalla religione di Stato
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