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Bodin e il dovere dell'obbedienza allo Stato

I sostenitori del diritto alla resistenza al re - protestanti e cattolici - contestarono la tradizionale dottrina del diritto divino dell'autorità civile e del conseguente dovere di obbedienza passiva dei sudditi. Questa dottrina - nel Medioevo applicata all'imperatore e ora ai re - si fondava sulla fede e sulla citazione delle Scritture. In questo senso si sottraeva alla possibilità di una giustificazione razionale.
I realisti ritenevano che il sovrano fosse responsabile esclusivamente di fronte a Dio e che non dovesse essere sottoposto al giudizio umano, né a quello dei sudditi, né a quello degli ordini.
Jean Bodin (1530-1596), con i suoi Six livres de la République (I sei libri dello Stato, 1576), pose in termini più moderni il problema della sovranità, eliminando ogni ambiguità teologica nella teoria sull'origine dello Stato e del suo potere. Apparteneva infatti a quella corrente di pensatori moderati - i politiques - che nel corso delle guerre civili francesi avevano sostenuto la necessità di una politica religiosa di tolleranza, in grado di risolvere il conflitto e di salvaguardare l'unità della nazione e l'autorità della monarchia. Bodin defnivia lo Stato come l'unione di una molteplicità di gruppi familiari sotto un potere sovrano, indipendentemente da qualsiasi comunione di lingua, di religione o di consuetudine. La soggezione a un potere comune rappresentava la condizione necessaria e sufficiente per l'esistenza di una comunità politica.

Per questo delineò i tratti del potere sovrano in termini decisamente assolutistici, attribuendo a esso un carattere perpetuo, indivisibile, inalienabile e non limitato dalla legge: il sovrano era la fonte esclusiva del diroitto, anche contro le consuetudini e le prassi santificate dalla tradizione, e deteneva un potere che non doveva condividere con nessuno. Bodin ammetteva che un simile concetto della sovranità si potesse adattare tanto al governo monarchico (dove il potere supremo è monopolio del re), quanto al governo aristocratico (dove il potere è detenuto dagli ordini) o democratico (dove il potere appartiene al popolo). Era convinto, tuttavia, che solo la monarchia potesse opporsi con successo a quelle tendenze centrifuhe e anarcoidi che minacciano sempre l'esistenza di uno Stato. Importante era soprattutto la nettezza con cui Bodin individuava il carattere fondamentale edlla sovranità "nel dar legge ai sudditi in generale e, in particolare, senza bisogno del loro consenso". In questo modo raccoglieva la lezione di Machiavelli (carattere laico dello Stato) e preparava la grande sintesi seicentesca di Hobbes (carattere assoluto della sovranità).

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