pexolo di pexolo
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Territori bizantini in Italia nel VI secolo


Nel 568 i Longobardi giunsero in Italia e cominciarono a occuparne il territorio senza riuscire mai a ultimare la conquista. L’imperatore Maurizio affidò i territori rimasti sotto al suo controllo a un esarca, un funzionario risiedente a Ravenna che riuniva in sé tutti i poteri e a cui rispondevano, in sede locale, i duchi. Il nuovo assetto territoriale comportò importanti modifiche nell’amministrazione: la gestione militare, per motivi di difesa, fu affidata anche ai singoli duchi e questo faceva venir meno quella separazione fra potere civile e militare a fondamento dell’ordinamento romano, determinando anche una maggiore regionalizzazione del potere. Infatti, il potere generale dell’esarca rimase teorico e poté esercitarsi effettivamente soltanto nelle regioni limitrofe a Ravenna; il controllo del ducato romano venne meno nell’VIII secolo, quando i pontefici si allearono ai Franchi, di Ravenna nel 751, perché caduta in mano ai Longobardi. L’Italia meridionale fu soggetta all’attacco degli Arabi nel IX secolo, che riuscirono a conquistare solo la Sicilia, mentre gli altri domini bizantini resistettero. Nel XI secolo ai Longobardi si aggiunsero truppe mercenarie normanne e questo determinò la scomparsa politico-militare dei bizantini, mentre la loro influenza permase nelle civiltà italiche.
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