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Il trecento secolo di crisi: situazione italiana

Diversa era la situazione italiana. Nell’Italia meridionale si assiste alla rottura dell’unità dell’ex regno normanno. Nell’Italia settentrionale e centrale, si assiste alla crisi dell’istituzione comunale e il passaggio dal Comune alla Signoria. Era il bisogno di porre fine ai conflitti, ad affidare ad un “signore” il compito di governare. Inizialmente si trattò di una nomina temporanea, che però si trasformò ben presto in stabile, fino a divenire ereditaria. I signori spesso, avevano origine feudale. Progressivamente alcune di queste Signorie fecero registrare un ampliamento territoriale, avviando il processo di formazione dei piccoli Stati- i Principati. Queste signorie, erano solite ospitare persone famose, generalmente artisti (che poi divenivano cortigiani) appunto nella loro corte; una sorta di mecenatismo (“Mecenate” era il primo ministro e amico fidato di Augusto che aveva riunito molti artisti alla corte di augusto.), ovvero una forma di ospitalità, e in cambio gli artisti dovevano svolgere la funzione di cortigiani, però, nonostante l’artista accetta di essere ospite del signore, mantiene sempre la propria autonomia e libertà. Sul piano socio- economico, infine, va segnalato il definitivo tramonto dell’economia feudale. Si tratta di trasformazioni profonde che investono le istituzioni politiche e l’organizzazione sociale che avevano caratterizzato il Basso Medioevo: quindi si può parlare di questo periodo come dell’autunno dell’età medioevale.

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