Concetti Chiave
- Il Trecento è segnato da una crisi profonda in Europa, causata dalla peste, dalla guerra dei Cent'anni e dalle difficoltà agrarie.
- Il Sacro Romano Impero e il Papato entrano in crisi, con l'imperatore tedesco che perde ambizioni universalistiche dopo la spedizione di Arrigo VII.
- Il conflitto tra Bonifacio VIII e Filippo IV il Bello culmina in una grave umiliazione per il Papato, noto come "schiaffo di Anagni".
- La crisi porta allo spostamento della sede papale ad Avignone, dando inizio alla "cattività avignonese" di 70 anni.
- Il declino dei poteri universali segna la transizione verso la formazione dello Stato moderno nazionale in Europa.
Che cos'è la crisi del trecento?
Il trecento è un secolo di crisi, da cui l’Europa esce profondamente trasformata sia sul piano socio-economico, sia su quello politico-istituzionale. La crisi è da attribuire a 3 fattori: la terribile epidemia di peste, che scoppiò nel 1347; la guerra, in particolare quella lunghissima tra Francia e Inghilterra, che fu denominata guerra dei 100 anni, iniziata nel 1337 e le difficoltà della produzione agraria fenomeno che si era venuto profilando già alla fine del Duecento. Da questa crisi, l’Europa uscì profondamente trasformata.
Declino dei poteri universali
In primo luogo entrano in crisi i due grandi poteri universali: il Sacro Romano Impero Germanico e il Papato. Gli ultimi sogni universalistici dell’imperatore di Germania si spengono con la sfortunata spedizione di Arrigo VII. Da quel momento in poi l’interessamento dell’imperatore tedesco fu rivolto esclusivamente alla Germania.
Conflitto tra papato e Francia
L’ultima avventura teocratica fu quella di Bonifacio VIII, che si scontrò con il sovrano francese Filippo IV il Bello, il quale aveva imposto tributi al clero francese. Bonifacio VIII rispose con una serie di “bolle”, in cui ribadiva le tesi teocratiche. Filippo il Bello, sostenuto dai suoi giuristi, dichiarò che il re di Francia non riconosceva alcuna autorità superiore nelle questioni temporali. Il conflitto si concluse con quella che è considerata la maggiore umiliazione del Papato, il cosiddetto “schiaffo di Anagni”. Da quel momento iniziava per il papato una lunga crisi, segnata dallo spostamento temporaneo della sede ad Avignone – la cosiddetta “cattività avignonese” o “prigionia avignonese” che durò 70 anni, cui seguiranno lo scisma d’Occidente e infine la riforma Luterana. I due poteri universali, quindi, lasciavano dunque il posto a una nuova realtà, quella dello Stato moderno nazionale.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali fattori che hanno contribuito alla crisi del Trecento in Europa?
- Qual è stato l'impatto della crisi sui poteri universali come il Sacro Romano Impero e il Papato?
- Come si è concluso il conflitto tra Bonifacio VIII e Filippo IV il Bello?
La crisi del Trecento è attribuibile a tre fattori principali: l'epidemia di peste del 1347, la guerra dei Cent'anni tra Francia e Inghilterra, e le difficoltà nella produzione agraria, già evidenti alla fine del Duecento.
I poteri universali, in particolare il Sacro Romano Impero e il Papato, entrarono in crisi, con l'imperatore tedesco che si concentrò esclusivamente sulla Germania dopo la sfortunata spedizione di Arrigo VII, segnando la fine dei sogni universalistici.
Il conflitto si concluse con l'umiliazione del Papato, noto come "schiaffo di Anagni", che portò alla cattività avignonese del Papato e segnò l'inizio di una lunga crisi, culminando nello scisma d'Occidente e nella riforma Luterana.