pexolo di pexolo
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Sistema curtense


La fissazione delle corvées fece scaturire un nuovo modello di organizzazione delle aziende, avente alla base due elementi: la bipartizione tra il settore a conduzione diretta (la riserva padronale o «domìnico») e il settore a conduzione indiretta («massarìcio»), in primo luogo, e lo stretto legame tra le due parti, in secondo luogo, rappresentato dall’obbligo per i contadini di prestare le corvées, a integrazione del lavoro degli schiavi casati. Ciò che spinse all’aumento di sfruttamento era la possibilità di scambiare le eccedenze con le merci necessarie, dal momento che non tutte le aziende producevano tutte le merci di cui avevano bisogno. Fiorirono anche centri minori, più piccoli di una città, gli empori, disposti attorno al Mare del nord, in cui si ricominciò a scambiare moneta argentea. In Italia il sistema curtense si affermò solo dopo la conquista franca del 774. Anche qui le curtes si specializzarono, cosicché il surplus prodotto fosse sufficiente a ottenere in cambio ciò che esse non producevano. La produzione delle curtes è per lungo stata letta, dagli storici, secondo un’ottica minimalista, di autosussistenza: in un momento di stagnazione demografica, esse servivano a soddisfare i bisogni immediati dei produttori. Tuttavia di recente, ridimensionando il ruolo della crisi demografica, si è insistiti sul dinamismo economico che ha caratterizzato i secoli di affermazione del sistema curtense (VIII-X), in cui si realizzarono opere di bonifica e colonizzazione, oltre a investimenti nella costruzione di strutture complesse e tecnologicamente avanzate come mulini ad acqua o fabbriche di birra. Un fenomeno riscontrabile in Italia già nella seconda metà del IX secolo, la progressiva riduzione della parte dominica e la preferenza a lasciare lotti in gestione indiretta, indica due cose: da un lato uno sviluppo demografico, che rende necessaria la coltivazione di nuove terre per nuove famiglie, dall’altro la volontà signorile di ottimizzare la produzione delle curtes, affidandole all’intraprendenza delle famiglie contadine. Fu così che, tra IX e X secolo, il sistema curtense permette lo sviluppo, all’interno di una rete di aziende fondiarie, di un nuovo artigianato, una nuova industria e un nuovo mercato: l’affermazione del sistema curtense permise dunque una ripresa economica capace di sopravvivere anche dopo il tramonto dell’impero carolingio, che l’aveva sostenuto e orientato.
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