Ominide 338 punti

L’economia medievale si basava principalmente sull'agricoltura e sul lavoro dei contadini di terre che solitamente erano di proprietà del re, di nobili o di istituzioni religiose. Un sistema che in quel periodo veniva molto utilizzato era il cosiddetto “sistema curtense” cioè l’organizzazione della proprietà in vaste aziende chiamate in Italia corti (curtes in latino). Le corti erano divise in due parti. La prima era chiamata domìnico (deriva da dominus, “signore”) era gestita direttamente dal proprietario (laico o ecclesiastico) che la faceva lavorare dai suoi servi domestici. Coloro che lavoravano la terra erano considerati e trattati come schiavi, infatti appartenevano al padrone e da lui ricevevano gli alimenti e l’alloggio. L’ altra parte era definita massarìcio (deriva da massaro, “contadino”),era suddivisa in poderi dati in concessione a coloni (potevano essere sia liberi che servi, ma le loro condizioni di vita erano abbastanza simili). Essi vivevano sul terreno con una loro casa e una loro famiglia, godendo di una certa libertà d’azione anche se erano sempre legati al signore da un vincolo di dipendenza.

Qualche volta i contadini liberi potevano avere anche terre di loro proprietà chiamate allodi, in aggiunta a quelle che avevano ricevuto in concessione dal signore.
Per quanto riguarda le terre ricevute in concessione, i coloni dovevano pagare al proprietario un canone ovvero una parte dei prodotti agricoli che producevano. Inoltre, dovevano concedere delle giornate di lavoro gratuite sui terreni appartenenti al domìnico, chiamate opere (o corvées). Questa attività legava strettamente il domìnico (su cui facevano le opere) al massarìcio (da cui provenivano i contadini che eseguivano le opere).

Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email