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La Sesta Crociata: date e eventi


Quando Federico II scese in Italia nel 1220 per prendere in mano la situazione dell’Italia Meridionale, blandì il papa, Onorio III, con la promessa di partire ben presto per una crociata in Terrasanta e farsi così incoronare imperatore. In realtà Federico II rimandava continuamente il mantenimento della promessa fin quando il papa Gregorio IX non gli ingiunge formalmente di partire immediatamente per la Crociata.

Un’epidemia scoppiata tra le forze di Federico II, scoppiata in Puglia, fece ritardare ulteriormente la partenza. Da parte sua, il papa che cercava ad ogni costo un pretesto per una rottura con l’imperatore, colse l’occasione e gli lanciò contro la scomunica. Federico II, tanto per mettere il suo avversario dalla parte del torto, parti immediatamente. Arrivato in Terrasanta, con molta astuzia, invece di logorare le forze militari cristiane in combattimenti di dubbio successo, preferì arrivare ad un accordo col sultano d’Egitto che accettò di cedere ai Cristiani Gerusalemme, Nazareth ed altri luoghi sacri.
In papa non si ritenne soddisfatto in quanto desiderava che i Mussulmani fossero vinti in battaglia invece di trattare con essi tramite la diplomazia. Per questo motivo, egli, approfittando dell’assenza di Federico II, ancora in Palestina, penso di organizzare un esercito per invadere l’Italia meridionale e rovesciare il regno svevo. Tuttavia, Federico II, con molta rapidità rientrò in Italia e costrinse Gregorio IX a firmare l’accordo di Ceprano (1230). Con esso, Federico II fu liberato dall'impegno di tenere distinte la corona imperiale e quella del regno di Sicilia e in cambio ma in cambio accettò di riconoscere la libertà degli ecclesiastici dall'autorità del re sia in ambito fiscale, che giudiziario. Inoltre, dovette rinunciare al diritto di confermare i vescovi eletti.
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