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Regimen sanitaris Salerni; la teoria degli umori

Uno dei più celebri testi medici del Medioevo ci mostra, con pochi ed efficaci enunciati, in cosa consistesse la dottrina delle malattie allora considerata come la più scientifica. Si tratta del Regimen sanitaris Salerni, non un ponderoso trattato, ma una breve raccolta di precetti presentata in versi facili. La ricerca storica non ha potuto stabilire con esattezza l'origine del Regimen. Sembra che sia apparsa per la prima volta verso il 1300, come oggetto di commercio da parte del medico e filosofo spagnolo Arnaldo da Villanova. Probabilmente è stato lo stesso Arnaldo a raccogliere i versi che lo compongono e che intendevano compendiare il sapere elaborato nella prestigiosa scuola medica fiorita a Salerno fra il IX e il XII secolo. A loro volta le dottrine salernitane derivavano ampiamente dal celebre medico greco Galeno, che nel II secolo d.C aveva dato sistemazione compiuta alla cosiddetta teoria dei quattro umori, le sostanze fluide che costituiscono il corpo umano: il sangue, la flegma, la collera, la melanconia, connessi rispettivamente con il cuore, il cervello, il fegato e la milza. Còlera non è altro che il nome greco della bile verde, distinta dalla melanconia. Quest'ultima, più comune nelle forme di "malinconia" o "melanconia", in greco indica la bile nera. Come testimonia tale fonte, gli umori del corpo corrispondono a quelli che, secondo una vecchia tradizione filosofica, erano i "quattro elementi" del mondo. A seconda della prevalenza dell'uno o dell'altro avremo il tipo umano sanguigno, bilioso o collerico,flemmatico,malinconico o ipocondriaco (in questo caso è rimasta nell'uso l'espressione "essere di umor nero"), ciascuno accuratamente descritto dai testi salernitani. Quando uno degli umori è ancora più nettamente sovrabbondante, abbiamo i casi delle vere e proprie malattie, che si guariscono ristabilendo l'equilibrio e l'armonia.

Sol di quattro umor soprani/ son composti i corpi umani: l'ipocondriaco, il bilioso,/ il sanguigno e il flemmatoso, cui si vuol che corrisponda/ terra, fuoco, aere ed onda [...]. I sanguigni ben pasciuti/ son di corpo e molto arguti. Udir braman le novelle/ e i racconti e le storielle. Si dilettano di vini/ e d'amor, giochi e festini, il che ognor li fa vivaci/ ed amabili e loquaci [...]. Gli umor sogliono biliosi/ aver spiriti focosi. Desian sempre questi tali/ primeggiar sopra gli eguali [...]. Non di studi suo negozio/ fa il flemmatico, ma d'ozio E di sonno: egli è melenso/ pigro assai, d'ottuso senso [...]. Della tempra a dir ci resta/ ipocondrica ed agresta, che fa gli uomini cattivi,/ acri e poco discorsivi [...]. Questi sono quegli umori/ che a ciascun danno i colori: dalla flemma riprodutto/ viene il bianco da per tutto, dalla bile atra il gialliccio/ e dal sangue il bel rossiccio.

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