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Secondo quanto tramandatoci, il discorso di Urbano II nel 1095 ebbe un effetto straordinario: una massa disordinata di poveri, guidati da un predicatore, Pietro, detto l’Eremita si mise in viaggio verso l’Oriente. La folle spedizione poi definita “crociata dei pezzenti” si risolse in una serie di saccheggi e massacri nei confronti degli ebrei. Il comando dei crociati fu affidato a Goffredo di Buglione. Lungo il percorso i crociati si accordarono con l’imperatore bizantino, che assicurò loro armi e il passaggio via mare, e in cambio loro si impegnavano a restituire all’impero le eventuali terre conquistate. La prima crociata raggiunse il suo scopo: l’esercito occupò zone costiere della siria e della Palestina e conquistò Gerusalemme. La popolazione musulmana della città fu massacrata. Una seconda crociata effettuata tra il 1146 e il 1148 si risolse in un fallimento.
Dopo la vittoria, Goffredo di Buglione divenne principe di Gerusalemme con l’incarico di difensore del Santo Sepolcro. Alla sua morte il fratello Baldovino fu eletto re di Gerusalemme; il sistema di controllo fu impostato secondo il modello feudale. Contrariamente a quanto stabilito, nulla fu restituito all’impero Bizantino e i principali capi crociati si costruirono ciascuno un personale dominio territoriale. Lungo le coste dell’Asia Minore si formò un nucleo di stati cristiani autonomi. Gli insediamenti cristiani furono difesi dall’opera egli ordini monastico-cavallereschi che si assunsero il compito di proteggere i pellegrini e i luoghi santi. I regni crociati furono inseriti in un circuito di commerci gestito dai mercanti delle repubbliche marinare di Venezia, Genova e Pisa, ai quali, in cambio dei cospicui finanziamenti furono concessi particolari privilegi. Fu grazie alle navi e al denaro messi a disposizione da queste città che si poterono organizzare le successive crociate (otto fino al 1291).

La riscossa musulmana fu portata avanti in varie occasioni, ma soprattutto dal sultano Saladino, che riconquistò Gerusalemme. Vano fu il tentativo operato dall’Imperatore Federico Barbarossa di riprendere la città con la terza crociata. La quarta crociata si trasformò del resto in un vero e proprio assalto a Costantinopoli. Ma nel 1261 i Bizantini riuscirono a impadronirsi nuovamente del trono di Costantinopoli con i Paleologhi. Le crociate successive si conclusero in altrettanti insuccessi.
Fin dal principio le crociate portarono grandi vantaggi ai signori che le compirono e alle città marinare che le sostennero. Da un punto di vista economico le crociate furono l’occasione per l’espansione commerciale delle città marine. Venezia, Genoa e Pisa intrecciarono rapporti sempre più stretti con l’Oriente. La potenza commerciale delle città italiane limitò progressivamente quella degli Arabi, ma soprattutto quella dei Bizantini. L’impero bizantino pressato e attaccato da tutti i fronti si avviò a una lenta decadenza.

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