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La peste e la paralisi della vita economica


In questo periodo inoltre avvenne il fenomeno della peste nera, un epidemia che accelerò il decremento demografico che aveva colpito il continente. La peste provocò:
• la paralisi delle attività produttive delle regioni colpite
• i campi furono abbandonati per la scarsità di uomini
• crollo della domanda dei prodotti e di conseguenza calo dei prezzi

La morte nera


Quest’epidemia di peste è una delle più pericolose della storia, per l’estensione dell’area investita, sia per la quantità di vittime. Si pensa che il morbo fece la sua comparsa nel cuore dell’Asia: da lì si sarebbe diffuso in Medio Oriente. La portava con sé anche l’armata mongola che non riuscirono ad espugnare la città ma diffusero il morbo tra gli assediati: essi catapultarono i cadaveri infetti oltre le mura di Caffa. Furono poi le navi genovesi a propagare il contagio. Nel giro di due anni la peste raggiunse l’Europa mediterranea.

Un mondo senza difese


La peste colpiva la gente di ogni ceto e di ogni età ed era impossibile trovare scampo. Le conoscenze mediche erano impotenti di fronte a tale malattia. Le condizioni igieniche e sanitarie peggiorarono. Solo alcune misure di emergenza ebbero efficacia:
• per evitare contatti con gli ammalati furono disposte le quarantene
• il confinamento degli ammalati in spazi appositi chiamati lazzaretti
La peste dissolve i legami sociali
La diffusione e la rapidità del contagio ebbero terribili conseguenze sulle relazioni interpersonali. La paura di contrarre la malattia fece sì che si dissolvessero anche i legami familiari e addirittura anche le comunità religiose, con i monaci che si rifiutarono di condividere la mensa e aiutare i malati.
Cause reali e cause immaginarie
Oggi sappiamo che questa malattia è generata da un batterio che viene trasmesso dalle pulci annidate nel pelo dei ratti neri. I roditori sono i primi ad essere infettati. I topi erano numerosi e fu proprio la loro massiccia presenza insieme alle cattive condizioni igieniche a rendere così devastante la malattia. Ma i contemporanei, pensarono di essere vittime di un castigo divino o dell’azioni di forze demoniache.
La caccia al capro espiatorio
Nelle città e nelle campagne, ci furono esplosioni di violenza contro le persone che venivano individuati come capri espiatori, ovvero responsabili del contagio. Si pensava che spargessero volontariamente sostanze malefiche per contaminare le acque dei pozzi e gli oggetti di uso comune. Tra i bersagli principali ci furono gli ebrei, ma anche gli eretici, gli attori, i lebbrosi, i disabili e i deformi.
Mentre gli eretici e i cristiani si autoescludevano da certi riti collettivi, gli attori e i girovaghi erano visti come personaggi stravaganti senza famiglia e senza una collocazione stabile. Quindi la peste contribuì a rafforzare queste forme di intolleranza

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