Ominide 3880 punti

Tra il 1347 e il 1348 l’Europa fu attraversata dalla prima ondata di una pandemia di peste che causò la morte di circa un terso della popolazione. Si trattava di una malattia allora sconosciuta. Sconosciute erano anche le cause della sua diffusione. La forma di peste più diffusa è quella bubbonica che si manifesta con un improvviso innalzamento delle temperatura corporea e con l’infiammazione dei linfonodi.
A causa della mancanza di registrazioni precise è difficile dire quante furono le vittime della pandemia. Si ritiene che la “peste nera” determinò la morte di circa il 30% della popolazione europea. Le aree più colpite furono la Francia, i Paesi bassi, la Germania ecc… Questa diffusione colpì soprattutto le città, dove maggiori erano i rischi di contagio. Furono proposti rimedi che avrebbero dovuto migliorare la qualità dell’aria. Si trattava di misure che determinarono un miglioramento dell’igiene pubblica.

A livello popolare, l’epidemia della peste fu interpretata come un punizione divina contro la corruzione della cristianità. Unico rimedio sarebbe stato l’avvio di una penitenza collettiva. Oltre che a “colpe interne alla cristianità”, spesso le cause della peste furono erroneamente attribuite a musulmani ed ebrei.
La crisi demografica che in seguito alla peste colpì l’Europa della seconda metà del Trecento causò, nel breve periodo, fenomeni di recessione economica. Sul lungo periodo, invece si favorì la ripresa dello sviluppo. Ciò comportò spesso la concentrazione della ricchezza nelle mani di un numero ristretto di persone. Anche la manodopera era diminuita, con un conseguente aumento della forza contrattuale dei lavoratori.

Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email