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Concetti Chiave

  • I nobili tedeschi si ribellarono dopo la morte di Ottone III, approfittando della giovane età e inesperienza di Ottone II, il suo successore.
  • Ottone III mirava a un rinnovamento dell'impero romano, con una visione in cui il potere imperiale riflettesse la volontà divina, senza mediazioni ecclesiastiche.
  • La scelta di Ottone III di fissare Roma come capitale imperiale e nominare un papa tedesco scatenò una rivolta tra nobili e popolani romani.
  • Il suo disegno universalistico incontrò forte opposizione, riducendo il prestigio dei nobili tedeschi a favore dell'aristocrazia italiana.
  • Le continue rivolte costrinsero Ottone III a fuggire da Roma, culminando nella sua morte prematura nel 1002 durante un assedio.

Qual è la ribellione dei nobili tedeschi?

Alla morte di Ottone III nel 973, i nobile tedeschi erano decisi ad approfittare dea fase delicata della successione per ribellarsi. Inoltre era molto difficile governare un impero così esteso e composito per la popolazione, linguaggio e cultura; Ottone II, succeduto diciottenne al padre, era troppo giovane e inesperto per affrontare problemi di tale portata; nel 982, formato un esercito per riconquistare l'Italia meridionale, fu sconfitto a Stilo in Calabria e l'anno dopo morì a Roma di malaria.

L'ambizione di Ottone III

Il figlio e successore Ottone III aveva ricevuto una formaIone culturale elevata e ambiva a un tifale rinnovamento dell'impero romano (la renovatio imperii), dove il potere imperiale fosse espressione diretta della volontà di Dio.

Conflitti con la Chiesa e il papa

Non riteneva dunque necessaria alcune mediazione della Chiesa e del papa, che il giovane imperatore considerava poco più che un vescovo. Per questa ragione, una volta incoronato a Roma nel maggio del 996, Ottone vi fissò la capitale imperiale, volendo in tal modo rimarcare l'unificazione dei due poteri universali, quello imperiale è quello pontificio, che dal primo dipendeva. Sollecitò dunque l'elezione del primo papa tedesco, Gregorio V, pensando di stroncare in tal modo le continue lotte fra le grandi famiglie romane.

La rivolta romana e le sue conseguenze

Tale scelta causò però la rivolta di nobili e popolani romani, che Ottone soffocò in maniera cruciale; nel 999 pose sul trono pontificio Gerberto d'Aurillac, il suo vecchio precettore, con il nome di Silvestro II.

Il fallimento del disegno universalistico

Il disegno universalistico di Ottone III incontrò un dissenso quasi generale: i nobili tedeschi vedevano ridotto il loro prestigio a vantaggio dell'aristocrazia italiana, che recuperava, con l'elezione di Roma a capitale dell'impero, la centralità perduta.

L'aristocrazia italiana (particolarmente quella romana), al contrario, mal tollerava la ridotta autonomia causata dalla presenza in Italia dell'imperatore, che, per di più, intendeva sottrarle il controllo sulla nomina dei pontefici.

Le continue rivolte costrinsero Ottone III a fuggire da Roma e nel 1002, mentre era impegnato nell'assedio della capitale nel tentativo di rientrarvi, morì, a soli ventidue anni; l'anno successivo moriva anche Silvestro II.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze della morte di Ottone III per l'impero tedesco?
  2. Alla morte di Ottone III nel 973, i nobili tedeschi approfittarono della delicata successione per ribellarsi, evidenziando le difficoltà di governare un impero vasto e composito, aggravate dall'inesperienza del giovane successore Ottone II, che morì nel 983 dopo una sconfitta in Calabria.

  3. Qual era l'ambizione di Ottone III riguardo all'impero romano?
  4. Ottone III ambiva a un rinnovamento dell'impero romano, desiderando che il potere imperiale fosse un'espressione diretta della volontà di Dio, senza mediazioni da parte della Chiesa, come dimostrato dalla sua decisione di fissare Roma come capitale imperiale.

  5. Quali furono le reazioni alla scelta di Ottone III di nominare un papa tedesco?
  6. La nomina di Gregorio V, il primo papa tedesco, scatenò una rivolta tra nobili e popolani romani, che Ottone III soffocò, ma la sua ambizione di un disegno universalistico incontrò un forte dissenso, portando a continue rivolte e alla sua fuga da Roma.

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