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Il Nuovo Impero romano d'Occidente

Le vittorie e l’estensione dei domini franchi diedero a Carlo un enorme prestigio, tanto che i letterati della sua cerchia lo paragonavano all’imperatore Costantino e al re biblico Davide. Come coronamento di questi successi si verificò un evento destinato a influenzare tutta la successiva storia europea: la rifondazione di un Impero nelle terre d’Occidente. Ciò avvenne a Roma, la notte di Natale dell’anno 800, per iniziativa del nuovo papa, Leone III Quest’ultimo, cercando di sottrarsi alle accuse di sottrarsi e condotta scandalosa che gli erano state rivolte dall’aristocrazia, aveva trovato rifugio presso Carlo; proprio durante la celebrazione religiosa del Natale, quindi, papa Leone III pose la corona sul sapo del re franco, con le parole: “A Carlo Augusto, coronato da Dio, grande e pacifico imperatore dei Romani”.
Si è molto discusso se l’incoronazione fosse stata concordata in precedenza, oppure se (come Carlo ebbe a dire) fosse stata un’iniziativa autonoma del papa. Comunque fosse, si trattò di una mossa abilissima di papa Leone. Infatti con quest’atto egli otteneva allo stesso tempo due risultati: da un lato, affermava definitivamente la propria indipendenza da Costantinopoli nel momento in cui si legava al rinato Impero occidentale, dall’altro, stabiliva il principio che il potere proveniva da Dio e che spettava quindi al papa, rappresentante di Dio in terra, il diritto di conferire ai sovrani temporali. Infatti, sebbene fosse di fatto Carlo a proteggere il papa, in linea di principio era il papa a legittimare il potere dell’imperatore.

Nasceva dunque un nuovo impero, germanico e cristiano, innestato sulle radici antiche della cultura romana: il Sacro Romano Impero.
Da questo momento prese forma quella duplicità di poteri che tanto avrebbe influito sulla storia del Medioevo latino: papato e Impero sarebbero state d’ora in poi le due colonne portanti di tutta la società medievale. Dopo Carlo Magno, infatti, il quadro politico dell’Europa apparve chiaramente definitivo: vi era un imperatore che governava su larga parte dei territori dell’Europa centrale e occidentale; vi era un’autorità morale e religiosa, il papa, che risiedeva a Roma e poteva esercitare una forte pressione sulla società per mezzo dei vescovi, dei monasteri e del basso clero. In Oriente, il papa aveva un’autorità soltanto nominale; ma sulle terre d’Occidente la situazione era diversa: infatti, oltre a esercitare un potere temporale nell’Italia centrale in assenza di altri poteri organizzati, era la Chiesa a detenere la cultura ( o quanto ne restava), a controllare le scuole, a influire in modo capillare sulle masse contadine e sui nobili monaci e di chierici (cioè ecclesiastici che svolgevano anche mansioni amministrative).

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