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Concetti Chiave

  • Durante il periodo feudale, il Mar Mediterraneo divenne insicuro a causa delle incursioni dei pirati saraceni, causando una diminuzione dei commerci marittimi.
  • Nel X e XI secolo, città marinare italiane come Amalfi, Venezia, Pisa e Genova rivitalizzarono i commerci, stabilendo accordi con mercanti arabi per l'importazione di beni orientali.
  • I marinari italiani introdussero innovazioni nautiche come il timone centrale, la bussola, le vele latine triangolari e le prime carte nautiche, migliorando significativamente la navigazione.
  • Le Tavole Amalfitane, create dai mercanti di Amalfi, stabilivano le regole per il lavoro tra armatori, marinari e mercanti, influenzando i commerci nel Mediterraneo per secoli.
  • Genova e Pisa svilupparono una forte rivalità per il predominio marittimo, culminando nella battaglia della Meloria nel 1284, che segnò l'inizio del declino della potenza pisana.

Ripresa dei commerci marittimi

Durante il periodo feudale poche navi mercantili europee solcavano il mare. Il Mar Mediterraneo, in particolare, dopo la conquista araba della Spagna e delle regioni del Nord Africa, aveva perso il ruolo di ponte tra l’Europa e l’Oriente, perché frequenti incursioni di pirati saraceni lo rendevano un mare insicuro.

Città marinare italiane

A partire dai secoli X e XI , sulle coste mediterranee si verificò invece una forte ripresa dei commerci via mare. Tale ripresa fu promossa da alcune città , marinare italiane: Amalfi, Venezia, Pisa e Genova. Esse realizzarono accordi commerciali con i mercanti arabi per soddisfare le richieste europee di rare merci orientali, quali pietre preziose, spezie e avorio, tessuti di seta e cotone. Le merci dell’oriente venivano trasportate dagli Arabi mediante carovane di cammelli e cavalli fino ai porti del Mediterraneo. Qui nei fondachi, venivano vendute ai commercianti italiani. Quindi le navi delle città marinare le imbarcavano per poi trasportarle e rivenderle su tutti i mercanti europei.

Innovazioni nautiche italiane

Ben presto le città marinare accumularono ingenti ricchezze e divennero potenti; si trasformarono in Repubbliche autonome, governate da armatori o da ricchi mercanti. I marinari italiani introdussero nell’arte nautica nuove tecniche già conosciute in Oriente, quali l’impiego di un timone centrale, posto a poppa, la bussola, di provenienza cinese, le vele latine triangolari e le prime carte nautiche.

Amalfi e le Tavole Amalfitane

Fin dal X secolo, i mercanti amalfitani commerciavano con i porti della Grecia, dell’Africa e della Spagna, rivendendo merci pregiate soprattutto alla corte del Papa. I suoi marinari perfezionarono l’uso della bussola, proveniente dalla Cina. Un altro importante contributo dato da questa città furono le Tavole Amalfitane, nelle quali era stabilito il rapporto di lavoro tra armatori di navi, i marinari e i mercanti. Queste leggi per secoli regolarono i commerci e la vita sul mare del Mediterraneo.

Genova e la lotta per il predominio

Intorno al 1100, la Repubblica genovese conquistò i territori lungo il porto e il controllo dei valichi per il commercio con l’entroterra padano. Dopo aver sconfitto Pisa, Genova fondò punti di appoggio per i suoi traffici nel Nord Africa e in Oriente. Inoltre conquistò la Corsica e la Sardegna. Si scontrò però con Venezia, con cui dovette ingaggiare una lotta per il predominio dei mari che durò più di un secolo. Furono i Genovesi, abili marinari e cartografi, a disegnare le carte nautiche del Mediterraneo e di altri mari.

Pisa e la battaglia della Meloria

Pisa sviluppò i suoi commerci marittimi a partire dal XI secolo. La sua flotta dovette affrontare direttamente i pirati saraceni che infestavano le coste del Mar Tirreno con le loro incursioni. Per un certo periodo Pisa fu alleata con Genova, ma poi fra le due città marinare scoppiò una forte rivalità per il dominio del Mediterraneo culminata nel 1284 con la battaglia della Meloria. Pisa fu confitta e la sua potenza marinara si avviò al declino.

Venezia e il dominio dell'Adriatico

La più fortunata delle Repubbliche marinare italiane fu Venezia, fondata sugli isolotti della laguna. I traffici si svilupparono quando Venezia occupò alcune città sull’Adriatico ed estese i suoi rapporti con l’Oriente. In breve essa divenne padrona dell’Adriatico e strinse accordi commerciali con l’Impero bizantino. La flotta veneziana era immensa: tremila barche, trecento navi e quarantacinque galere, più di trentamila marinai.

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Domande da interrogazione

  1. Quali città marinare italiane hanno contribuito alla ripresa dei commerci marittimi nel Mediterraneo?
  2. Le città marinare italiane che hanno promosso la ripresa dei commerci via mare a partire dai secoli X e XI sono Amalfi, Venezia, Pisa e Genova, che hanno realizzato accordi commerciali con i mercanti arabi per soddisfare le richieste europee di merci orientali.

  3. Quali innovazioni nautiche sono state introdotte dai marinai italiani?
  4. I marinai italiani hanno introdotto nell'arte nautica tecniche come l'impiego di un timone centrale, la bussola di provenienza cinese, le vele latine triangolari e le prime carte nautiche, contribuendo così a migliorare la navigazione.

  5. Cosa sono le Tavole Amalfitane e quale importanza hanno avuto?
  6. Le Tavole Amalfitane, create dai mercanti amalfitani, stabilivano il rapporto di lavoro tra armatori, marinari e mercanti, regolando per secoli i commerci e la vita sul mare del Mediterraneo.

  7. Qual è stata la causa della rivalità tra Genova e Pisa?
  8. La rivalità tra Genova e Pisa è scoppiata a causa della competizione per il dominio del Mediterraneo, culminando nella battaglia della Meloria nel 1284, in cui Pisa fu sconfitta e la sua potenza marinara iniziò a declinare.

  9. Come ha influenzato Venezia il commercio nell'Adriatico?
  10. Venezia, occupando città sull'Adriatico e stringendo accordi commerciali con l'Impero bizantino, è diventata padrona dell'Adriatico, sviluppando un'immensa flotta e ampliando i suoi traffici con l'Oriente.

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