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Amalfi, Pisa, Genova e Venezia erano le città italiane che concorsero maggiormente per intensificare i traffici fra Oriente e Occidente e ad istituire una fitta rete di scambi tra i paesi europei. Furono chiamate Repubbliche marinare perché dotate di organismi amministrativi autonomi. Con le loro navi si dirigevano agli scali del Mediterraneo dove prendevano spezie, stoffe pregiate (soprattutto seta), granoe altri prodotti che una volta giunti in Occidente, smerciavano attraverso una rete di collegamenti commerciali sia fluviale che stradale.

Amalfi, sul golfo di Salerno, dal X secolo ebbe commerci con Bisanzio, Alessandria d'Egitto e le città della Sicilia e dell'Africa settentrionale, diventando una città molto ricca. Furono fra i primi in Europa a contribuire al progresso dei metodi di navigazione adottando la bussola, uno strumento di invenzione cinese arrivato in Europa dagli arabi e, inoltre, compilarono le "Tavole amalfitane", un codice marittimo che stabilisce le regole per lo svolgimento di viaggi e commerci via mare.

Nel 1131, Amalfi fu conquistata dai Normanni e, di li a poco, esplosero le rivalità con Pisa un'altra potenza commerciale che cercava di affermarsi lungo le coste del Tirreno. Tra il 1135 e il 1137 Amalfi fu ripetutamente saccheggiata dai pisani e, da quel momento, cominciò a vedere declinare le sue ricchezze.

Venezia, con il declino di Amalfi, ereditò i commerci nei mari d'Oriente. Visse per molto tempo sotto il dominio di Bisanzio ma, dal IX-X secolo acquisto una notevole indipendenza grazie al fatto che il ceto mercantile prese in mano il potere dando alla città ordinamenti autonomi. Il governo era affidato ad un'assemblea detta Maggior Consiglio mentre la magistratura era affidato al doge(dal latino dux, "capo"), eletto a vita.
Grazie ai suoi antichi legami con l'Impero Bizantino riuscì ad intensificare i rapporti con l'Oriente mettendo le sue navi a servizio dell spedizioni crociate, diventando, inoltre, il principale luogo d'incontro tra Oriente e Occidente.

Pisa, posta alla foce dell'Arno, ebbe uno sviluppo più lento rispetto ad Amalfi e Pisa. Dopo essere diventata autonoma dal controllo dei marchesi di Toscana, la città dovette difendersi dagli attacchi dei saraceni, che dall'Africa, assalirono le coste del Tirreno.
Genova fu un'altra potenza commerciale anch'essa attaccata dai saraceni, che, grazie all'alleanza con Pisa, riuscì a sconfiggere i Saraceni e scacciarli dalla loro base in Sardegna che divenne un dominio di Pisa. Le navi pisane arrivarono fino alle coste dell'Africa e della Sicilia, per attaccare più volte con successo altre basi saracene. L'impresa più difficoltosa fu la conquista delle isole Baleari tolte agli avversari con un conflitto durato ben due anni (1114-1115).

Diminuito il pericolo dei Saraceni, l'alleanza tra Pisa e Genova diminuì fino al punto che le due città divennero nemiche, combattendo per il predominio dei mari e per il possesso della Sardegna e della Corsica.
Pisa fu sconfitta in una battaglia navale presso lo scoglio della Meloria nel 1284. In seguito a questa battaglia, Pisa declinò e non riuscì più a recuperare il suo prestigio. Riuscirono a conservare il possesso della Sardegna, mentre la Corsica passò in mano ai genovesi che rimase loro fino al XVIII secolo. Il dominio del Tirreno fu conquistato da Genova, che si sviluppo grazie all'aumento della popolazione e ad un grande sviluppo dell'edilizia.

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