Video appunto: Medioevo - Rapporto con l’ambiente naturale

Il rapporto con l'ambiente naturale nel Medioevo



L’esame del paesaggio e di tutti i suoi aspetti può essere molto utile per capire la mentalità e il comportamento dell’uomo. L’economia medioevale era legata strettamente all’ambiente naturale. La presenza di vaste aree incolte nell’Europa occidentale soprattutto nell’ Alto Medioevo dimostrano il carattere dell’economia e soprattutto la volontà dell’uomo, intesa a non modificare l’ambiente anche nel timore di non porsi in alternativa con l’ordine della realtà di natura, così come voluto da Dio.

Almeno fino all’XI secolo, il territorio era generalmente lasciato allo stato naturale, una scelta operata dagli uomini prima di dedicarsi al disboscamento e alla conseguente agrarizzazione del suolo. Dobbiamo, tuttavia tener presente che per parecchio tempo, nonostante molti terreni incolti siano disboscati e dissodati diventati atti ad essere coltivati, la distruzione dei boschi o la trasformazione delle terre lasciate fino ad allora abbandonate non fu mai radicale.

I modi e le possibilità di vita in un ambiente simile erano diversi. Nei boschi la caccia era praticata soprattutto dai nobili che col tempo riuscirono ad utilizzare per fini privati le foreste e questo successe via via che le libertà degli uomini comuni venivano ridotte. Nonostante ciò, nell’Alto Medioevo la caccia veniva praticata anche da chi non era nobile, ma soltanto quella agli animali di grossa taglia. Essa comunque poteva avvenire anche nei boschi appartenenti ai ceti superiori.
Già nel XII secolo, sappiamo che in larghe zone d’Europa, dove la colonizzazione delle terre stava progredendo, le terre incolte si erano molto ridotte, per cui la nobiltà si irrigidì parecchio su controllo delle foreste e delle boscaglie, riservandosi gelosamente il diritto di caccia grossa. Alcune testimonianze ci autorizzano a sostenere che a nord delle Alpi l’attività venatoria caratterizzava il ceto nobiliare, del resto molto più numeroso e potente. Invece in riva al Mediterraneo il potere dei nobili era limitato come prestigio e presenza a causa dell’esistenza di centri urbani e di città. Per questo motivo, il mantenimento delle aree incolte era sì una prerogativa delle classi nobiliari, ma solo di quelle appartenenti agli strati più alti.