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la cura delle malattie nel Medioevo

Nel medioevo le condizioni sanitarie erano praticamente assenti infatti era molto facile che una malattia si sviluppasse e contagiasse molte persone in breve tempo. I malati erano curati dalle opere di carità delle chiese o dei conventi soprattutto da confraternite ovvero associazioni di laici volontari.

Tra il XII e il XIV secolo ci fu la nascita degli ospedali ovvero delle strutture destinate al ricovero di malati, poveri e pellegrini dove vi erano offerti cibo, cure e riposo.

I nobili ricevevano le cure in casa dove potevano avere vicino la propria famiglia. Essi erano curati da due diversi tipi di medici: i fisici e i cerusini. I fisici si occupavano delle diagnosi e delle prescrizioni dei medicinali; i cerusini erano coloro che eseguivano gli interventi chirurgici.
Entrambi studiavano le pratiche mediche con l'esperienza e con lo studio dei testi greci e latini.

Si sviluppo inoltre la teoria degli umori. Esso si basava sull'equilibrio dei quattro liquidi presenti nel corpo che costituiva la base della salute.
Una delle terapie più diffuse era quella del salasso ovvero venivano usate delle sanguisughe o incisioni delle vene per far uscire il sangue dal corpo.

I farmaci erano preparati nei laboratori degli speziali. Venivano utilizzati nei medicinali più costosi le pietre preziose, coralli e spezie; in quelli meno costosi i prodotti vegetali e animali.

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