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La medicina nel Medioevo


Rispetto all’Antichità, la medicina nel Medioevo segna un regresso, considerato che i Greci ed i Romani ebbero due grandi studiosi di medicina come Ippocrate e Galeno. Il primo vissuto nel V e IV secolo a.C. e il secondo nel II secolo d.C.
Questo successe perché quando le orde barbariche invasero l’Europa, molti trattati di medicina furono distrutti oppure, per essere salvati, rimasero a lungo al riparo nelle biblioteche dei monasteri.
Per questo motivo, gli uomini, piano piano, si dimenticarono di molte ed importanti nozioni mediche, come per esempio la teoria di Ippocrate secondo la quale le malattie non erano da attribuire a cause sovrannaturali. Ecco perché nel Medioevo si diffonde sempre più la credenza che le malattie più gravi fossero una conseguenza dell’opera del demonio. Inoltre i medici veri e propri mancavano ed erano sostituiti di preferenza da monaci privi di conoscenze scientifiche e che spesso curavano soltanto con le erbe medicinali, seppur con buoni risultati. Addirittura alcuni erano in grado di operare con successo ed avevano il merito di aver fondato molti ospedali, soprattutto lungo la via Francigena che dal nord Europa conduceva i pellegrini verso Roma. Tuttavia, poiché mancavano le più comuni regole igieniche, molto spesso gli ospedali invece di curare le malattie contribuivano a diffonderle.
Nella metà del XIV secolo una grande epidemia si diffuse in tutta l’Europa: la peste e i medici furono incapaci di combatterla e qualcuno era solito ricorrere anche a degli amuleti particolari.
Alcuni farmaci venivano preparati dagli alchimisti, celebri anche per aver trovato la pietra filosofale, in grado di trasformare qualsiasi metallo in oro. L’abilità degli alchimisti era riconosciuta da tutti e dagli stessi medici che ad erano soliti ricorrere i medici per avere consigli sul farmaco da somministrare.
Salerno fu la città in cui la medicina fece realmente dei progressi, riscoprendo le opere degli Antichi. Addirittura Federico II di Svevia stabilì che nessuno avrebbe potuto esercitare la professione di medico se non avesse frequentato i corsi di medicina presso la Scuola di Salerno. La più popolare fra le opere di questa è il “Flos medicinae Salerni”. Si tratta di una raccolta di indicazioni igienico-sanitarie che ancora ai giorni nostri viene tenuta in considerazione. Fra l’altro, ci sono stati tramandati importanti studi sul tumore e sulle malattie polmonari.
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