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Le conseguenze del dominio dei Longobardi in Italia

Il dominio dei Longobardi durò due secoli, portando povertà e barbarie nella vita sociale. Anche la lingua parlata subì dei cambiamenti, infatti dal III al VI-VII secolo la lingua parlata nell’impero romano era il latino popolare, con l’arrivo dei Longobardi crolla l’unità politica e anche l’unità linguistica portando alla nascita delle lingue nazionali. A causa di questa frammentazione del Paese, anche le scuole giuridiche vanto dell’antica Roma subirono un’involuzione. Basti pensare che dal 476 al 1492 non ci fu in Italia un ordinamento giuridico unitario ma solamente ordinamenti giuridici diversi.
La cultura di questi secoli si basa sulla diffusione della parola di Dio, tanto che testi come grammatica, retorica, matematica erano banditi. L’analfabetismo è così diffuso che la chiesa trova difficoltà a istruire uomini che vogliono accostarsi alle sacre scritture. Ci si avvale così dell’aiuto della pittura; tipico esempio sono gli Exultet, rotoli di pergamena su cui gli amanuensi avevano trascritto le preghiere del periodo pasquale da recitare in chiesa. La particolarità di questi testi consiste nell’alternarsi di testo scritto, leggibile dal sacerdote, e di dipinti, così da permettere ai fedeli di seguire le preghiere guardando le figure. Anche la tecnica dell’affresco cambia obiettivo passando da semplice abbellimento a strumento educativo.

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