Innocenzo III e la nascita della chiesa moderna


Nel Basso Medioevo si verifica la rottura di quell'unità del mondo laico e religioso costituita dai re corollini e dai papi dell'VIII secolo.
Il Concordato di Worms del 1122 ha rappresentato solo la tregua nella lotta tra Papato e Impero per la supremazia e nella prima metà del XIII secolo essa si riaccende più violenta che mai e vede come protagonisti prima Innocenzo III e poi Federico II di Svevia.
Innocenzo III diventa papa nel 1198 e a lui si deve la trasformazione dalla Chiesa medievale alla Chiesa moderna. Il nucleo di questa trasformazione è la separazione della sfera ecclesiastica della sfera laica, ovvero la differenziazione del clero alla massa dei fedeli e dagli incarichi politici.

La lotta ai movimenti evangelici e la crociata contro gli Albigesi


In questa visione non trovano più posto i laici dei movimenti evangelici che auspicano il ritorno ai valori del Vangelo e alla povertà della Chiesa. I più forti fra loro hanno sede in Francia e sono i valdesi e i càtari, che li hanno appoggiati, Innocenzo III definisce la loro una dottrina eresia e prepara contro di loro una campagna di sterminio.
In particolare il papa è ostile agli albigesi, che sostengono il diritto dei laici a leggere direttamente le Sacre Scritture e ne danno interpretazione così estreme che Innocenzo III decide di vietare le versioni in volgare dei Libri Sacri. Nel 1204 egli invia ad Albi emissari incaricati di convincere i càtari a tornare in seno alla Chiesa, ma di fronte a un rifiuto scomunica i loro capi e bandisce la Crociata contro gli albigesi che dura dal 1208 al 1229 e si conclude con un massacro. Quasi contemporaneamente vengono sconfitti i valdesi, molti dei quali però riescono a fuggire.

La teocrazia papale


Il vero grande obbiettivo di Innocenzo III, tuttavia, è quello di trasformare la Chiesa in una monarchia pontificia assoluta e approfitta della campagna contro l'eresia per dichiararla un crimine di Lesa Maestà. Proclamando se stesso Maestà. Il pontefice diventa quindi per i laici un'istituzione politica in grado di dettare legge e per il clero l'unica legittima incarnazione della Chiesa.
Egli inoltre assume il titolo di vicario di Cristo, sottolineando così la natura divina della sua persona, e stabilisce il dogma della transustanziazione eucaristica, un miracolo che solo il sacerdote sull'altare ha il potere di compiere. Con questi tre atti Innocenzo III fonda la teocrazia papale.

Il tribunale dell'inquisizione


L'accentramento di tutti i poteri nelle mani di Roma provoca la reazione negativa dei vescovi delle diocesi, contro i quali il papa si scatena accusandoli di vari crimini e sostituendoli. Anche nei confronti degli ebrei scatta un atteggiamento repressivo, che impone ai giudei di portare un segno distintivo sul vestito e che vieta loro la partecipazione a incarichi pubblici.
Per compiere tutte queste operazioni di pulizia, Innocenzo III deve ridare vigore al Tribunale dell'Inquisizione, che procede contro gli eretici, i pagani e molte altre categorie di persone ritenute pericolose.
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