pexolo di pexolo
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Impero romano - Separazione tra Oriente e Occidente


Come accadeva nella società, in cui la ricchezza era sempre più raccolta in mano a pochi, così avvenne alle città, perché i centri urbani minori scomparvero progressivamente determinando la crescita di quelli maggiori. Nel complesso, la società appariva più localizzata, cioè i legami politici ed economici che intercorrevano fra cittadini dello stesso luogo erano più forti di quelli imperiali. È in questo clima di esaltazione delle realtà locali a scapito dell’uniformità che andò maturando la differenziazione tra Oriente e Occidente introdotta ufficialmente nella riforma costituzionale di Diocleziano. Passando per lo spostamento della capitale a Costantinopoli, per il conferimento di una pari dignità al vescovo di questa e poi al totale svincolo degli imperatori d’Oriente e di Occidente, la differenziazione si fece sempre più marcata. Questo si spiega per il crescente divario economico fra le due parti: in Oriente l’economia non stava subendo un arresto e i contadini riuscivano a reggere il carico fiscale senza rinunciare ai propri profitti. Differente fu anche la reazione all’accrescimento della presenza barbarica nell’esercito: mentre in Oriente si preferì epurare le truppe da questa componente, l’Occidente vide un sostanziale scollamento dei detentori del potere militare, spesso di origine barbarica, dalle élites culturali, rigidamente chiuse in un patriottismo conservatore; ciò sta alla base delle frequenti concessioni a popolazioni barbariche di stanziarsi entro i confini occidentali dell’impero. La deposizione di Romolo Augustolo nel 476, sebbene abbia un valore più simbolico che reale, è sintomatica perché rivela sia la capacità dei Barbari di agire su un livello diverso dalla politica, sia la mancanza di un’autentica volontà di assimilazione.
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