Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La transizione da un'ideologia civica a una popolare caratterizza i regimi di Popolo, come analizzato da Maire Vigueur.
  • Le opere storiche di Skinner e Zorzi mostrano la trasformazione del concetto di bene comune nelle fasi comunali.
  • Giovanni da Viterbo, nel "Liber de regimine civitatum", si concentra sulla figura del podestà, senza menzionare il capitano del popolo.
  • Il "Liber" fornisce istruzioni e modelli di comportamento per il podestà, evidenziando la sua deontologia professionale.
  • La bibliografia include opere di Jean-Claude Marie Vigueur che trattano progetti di trasformazione sociale nei regimi popolari.

Indice

  1. Progetti di governi popolari
  2. Analisi delle opere storiche
  3. Giovanni da Viterbo e il Liber

Progetti di governi popolari

Per capire se esistevano o meno questo tipo di progetti, secondo Maire Vigueur ci possiamo concentrare sulla realizzazione dei governi popolari, o meglio, sul passaggio dall’ideologia civica caratterizzante le prime due fasi comunali (consolare e podestarile) ad una ideologia prettamente popolare. Qual è, se c’è, il passaggio ideologico che connota i regimi popolari e potrebbe essere ravvisata in questa ideologia una forma di progettualità da parte dei regimi di Popolo?

Analisi delle opere storiche

L’autore parte dall’epoca precedente, analizzando le opere dalle quali si evince l’ideologia della prima fase comunale; esse sono già state studiate da Skinner e Zorzi, che si sono occupati della trasformazione dell’idea di bene comune dalla fase consolare a quella popolare.

Giovanni da Viterbo e il Liber

Maire Vigueur cita due autori: Giovanni da Viterbo, autore del Liber de regimine civitatum e Brunetto Latini, del Tresor; le due opere, della seconda metà del Duecento, trattano il tema del governo della città. Giovanni da Viterbo è un personaggio dalla biografia incerta, tanto che il suo nome è menzionato direttamente soltanto nel suo Liber de regimine civitatum, opera a lui attribuita senza una sicura base documentaria. Il Liber (la cui stesura è databile fra il 1228 e il 1264) è incentrato sulla figura podestarile e non cita mai la figura del capitano del popolo (una figura che si afferma nella città dalla metà del Duecento): questo ci fa pensare che la stesura sia precedente agli anni ’50 del Duecento. Si tratta di istruzioni procedurali che riguardano modelli di comportamento politico per il podestà: il destinatario ideale dell’opera è, infatti, il podestà nell’esercizio della sua professione del potere. Il libro è stato diviso in 148 capitoli dall’editore Salvemini all’inizio del ‘900, che riguardano in ordine cronologico tutta l’attività del podestà dall’elezione al commiato; oltre a dei consigli pratici, l’autore indica al suo destinatario ideale anche quali sono i modelli di comportamento che deve seguire (quale dev’essere la sua deontologia).

Bibliografia:

Progetti di trasformazione della società nei regimi di Popolo, Jean-Claude Marie Vigueur

Domande da interrogazione

  1. Qual è il passaggio ideologico che caratterizza i regimi popolari secondo Maire Vigueur?
  2. Maire Vigueur analizza il passaggio dall'ideologia civica delle prime fasi comunali a un'ideologia popolare, suggerendo che questo cambiamento possa rivelare una forma di progettualità da parte dei regimi di Popolo.

  3. Quali opere storiche vengono citate per comprendere l'ideologia comunale?
  4. Vigueur menziona il "Liber de regimine civitatum" di Giovanni da Viterbo e il "Tresor" di Brunetto Latini, opere che trattano il governo della città e mostrano l'evoluzione dell'idea di bene comune.

  5. Qual è il focus del "Liber de regimine civitatum" di Giovanni da Viterbo?
  6. Il "Liber" si concentra sulla figura del podestà e fornisce istruzioni procedurali per il suo comportamento politico, senza menzionare la figura del capitano del popolo, suggerendo che l'opera sia stata scritta prima della sua affermazione.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community