pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

La corte e l’immaginario cavalleresco


La corte

Le prime esperienze signorili si pongono all’interno delle dinamiche di parte: i primi signori sono spesso dei capi-parte, che tendono a favorire la propria parte. Ma, con il passare del tempo, ci si rende conto che questo condurrebbe alla permanenza del conflitto. Quindi, molto spesso, i signori usano degli strumenti di governo nuovi, diversi, in grado di valorizzare le aristocrazie cittadine, che possono essere sia di antica che di nuova formazione, e creano attorno a sé delle vere e proprie corti. A corte convengono le famiglie alleate e si cerca di creare delle alleanze quanto più vaste è possibile. La corte è, da questo punto di vista, un ottimo strumento in quanto permette di controllare i propri alleati, che sono pericolosi pur essendo alleati.

L’immaginario cavalleresco

Anche laddove il sorgere dei regimi signorili ha significato una maggiore pacificazione a livello cittadino, ma non è ovunque così, comunque permane uno stato di guerra continuo nel momento in cui questi nuovi stati territoriali che si vanno formando si espandono: ad un certo punto, c’è una guerra tra signori. In questo stato di competizione politica sovraregionale, la guida militare del signore (molto più vicino all’immaginario cavalleresco, spesso esperto di armi) risulta molto più adatta rispetto a quella delle precedenti élite commerciali e mercantili. A metà Trecento, l’esercito è ormai un esercito mercenario, che combatte a servizio della città. Da qui comprendiamo le ragioni delle molteplici statue equestri con cui i signori si fanno rappresentare (Giovanni Acuto, Cangrande della Scala, Mastino II della Scala).
Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017