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Generi e Sessualità nel Medioevo

Inizia a delinearsi una grande differenza tra i due sessi, quello maschile e femminile, difatti il genere femminile veniva tutelato da quello maschile; ma la più grande differenza si nota attraverso la punizione dell’Adulterio: la Donna, infatti, veniva addirittura uccisa, mentre l’Uomo a volte passava inosservato, perché per il Marito era importante che la Donna arrivasse vergine al Matrimonio per avere certezza sulla parentela del Figlio.

L’Adulterio era diffuso soprattutto tra le Donne Nobili, che per sfuggire a una vita noiosa avevano rapporti con i Chierici, infatti il Concubinato era molto diffuso e portava alla luce molti figli illegittimi che avevano destini diversi: se il prete era ricco lo teneva come simbolo di virilità nella vita extraconiugale, mentre se era povero il figlio venivano abbandonati di fronte a ospizi o a volte ucciso; quest’ultimo rappresenta un reato grave per la Chiesa, poiché non contribuiva all’aumento demografico.

Altre norme severissime erano contro l’Omosessualità; alcuni stati per combatterla legalizzavano la prostituzione come antidoto, nonostante fosse considerata un male, ma comunque necessario per lo sviluppo demografico, visto che riusciva a distogliere gli uomini da rapporti omosessuali.

A finire nella Prostituzione erano Donne Vedove, Giovani o Sole; venivano addirittura costrette con atti di violenza, che comprendevano anche irruzioni nelle proprie abitazioni, per intimorirle, facendole capire che avevano bisogno di un protettore; questo tipo di aggressioni, dei veri e propri stupri, non venivano considerati atti gravi, difatti se eri Nobile restavi impunito, mentre se non lo eri la pena massima corrispondeva a sei mesi di carcere.

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