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Federico II

Federico II Hohenstaufen, descritto in modo cupo dai cronisti del tempo, fu imperatore del territorio che si estendeva dalla Danimarca alla Sicilia del XIII secolo.
Nacque nel 1194 a Jesi e, conosciuto con gli appellativi stupor mundi ("meraviglia o stupore del mondo"), Federico II fu dotato di una personalità poliedrica e affascinante.
Riuscì a destreggiarsi tra il Sacro Romano Impero e lo Stato della Chiesa che, circondato dal Regno di Sicilia, poteva contare sulla sua protezione. Grazie all'appoggio del Papa che aveva scomunicato Ottone IV, Federico poté aspirare al trono di Germania. Infatti, egli venne incoronato in diverse città, sebbene quella ufficiale rimase la città di Aquisgrana (1215). Proprio durante questo evento promise di intraprendere una crociata verso Gerusalemme. Questa promessa non venne mantenuta per diversi anni, e ciò, in seguito, gli causò la scomunica.

Federico consolidò le Istituzioni nel Regno di Sicilia, indicendo due grandi assise a Capua e a Messina. In quelle occasioni rivendicò che ogni diritto regio confiscato in passato a vario titolo dai feudatari venisse immediatamente reintegrato al sovrano. Introdusse inoltre il diritto romano, nell'accezione rielaborata su impulso di suo nonno il Barbarossa. A Napoli fondò l'Università, dalla quale sarebbe uscito il ceto di funzionari in grado di servirlo, senza che i suoi fedeli dovessero recarsi fino a Bologna per studiare. Favorì anche l'antica e gloriosa scuola medica salernitana.
Il tentativo di Federico di accentrare l'amministrazione del Regno e ridurre il potere dei feudatari locali (soprattutto ordinando la distruzione delle fortificazioni che potessero rappresentare un potenziale pericolo per il potere centrale) incontrò molte resistenze.
Il desiderio di rendere l'Italia uno Stato unitario condusse Federico a stilare un insieme di leggi che si ispiravano al Corpus Iuris Civilis e che promulgò dal castello di Melfi, antico possedimento normanno. Dalle leggi si evince che l'obiettivo principale è quello di accentrare il potere sull'imperatore a discapito delle realtà locali decentrate.
Dopo la scomunica Federico si recò a Gerusalemme e dopo un patto col sultano ottenne la reggenza della città per dieci anni. Il papa aveva degli inviati in terra santa che non gradivano che uno scomunicato regnasse, così Federico si incoronò da sé.
Minacciato dalle truppe imperiali che incombevano sulla Lombardia, il papa emanò un concilio a Lione per poterlo deporre. Dopo esserci riuscito, il Papa sancì il definitivo crollo della credibilità e del prestigio di Federico che, nonostante avesse inviato numerose lettere di ausilio ai principi tedeschi, morì improvvisamente a Foggia nel 1250.

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