Federico II di Svevia


Federico II di Svevia fu incoronato Imperatore nel 1220 da Onorio III e dovette prendere le redini di un vastissimo impero che comprendeva la Germania, il regno d'Italia e la Sicilia.
Fin dall'inizio cercò di centralizzare il potere della corona e di sancire la sua supremazia, imponendola al clero e ai poteri locali, che acquisivano sempre più potere e prestigio.
Il Papa si sentì subito minacciato da questo nuovo Imperatore, e si rese conto di non avere abbastanza imponenza neanche dal punto di vista geografico, essendo schiacciato dall'Italia meridionale e dal nord dell'impero.
Il Papa a questo punto, decise di bandire una nuova crociata, che però iniziò molto tardi a causa della profonda ammirazione che Federico II nutriva nei confronti della civiltà araba .Stanco del rimandare la Crociata da parte di Federico, Gregorio IX lo costringerà a partire solo attraverso la scomunica.
Ebbe inizio quindi la sesta crociata,nel 1029, combattuta non con la spada ma con la parola. Infatti, Federico II, dopo aver visto che l'utilizzo della violenza prima di lui non aveva portato a nulla di concreto, decise di combattere la crociata con la trattativa. Contrattò con il sultano d'Egitto affinché non ostacolasse il passaggio dei pellegrini cristiani.
Questo modo di combattere ne dimostrò la sua grandissima [s]diplomazia[/s] in campo economico e politico. Divenne Re di Gerusalemme che, finalmente, diventò una terra aperta ai cristiani.
L'unico a lamentarsi di Federico e della sua conquista fu il Papa che, in un primo momento lanciò il suo esercito contro il Regno di Sicilia, ma poi si vide costretto a ritirare la scomunica e ad accettare di firmare la Pace di San Germano: pace stipulata dall'Imperatore che sanciva di fatto il suo potere.
Affrontato quindi il Papa, Federico II si dedicò completamente alla costruzione dell'Impero. Nel 1231 pubblicò il Liber Augustalis per riorganizzare il regno delle due Sicilie. Conosciute anche come Costituzioni Melfitane, furono la più grande opera legislativa del Medioevo, che rimase in vigore fino all'avvento di Napoleone in Italia. Federico, dunque, era riuscito finalmente a sancire la sua autorità sui baroni, sui comuni, e sulla Chiesa, rivendicando il potere della corona su ogni altro tipo di autonomia locale.
Suddivise il regno in circoscrizioni e, a capo di ognuno di essi, mise dei funzionari stipendiati. Inoltre, affinché i funzionari che lavoravano per lui fossero degnamente preparati, istituì dei vari nuclei culturali per i quali ancora oggi è ammirato. Fondò la prima Università Giuridica del meridione, a Napoli. A Salerno decise di fondare la Scuola di Medicina, prima scuola che ricominciò a praticare il sezionamento dei cadaveri, pratica considerata un'eresia dalla Chiesa, e a Palermo, fondò la Scuola Siciliana di Letteratura, la prima in Italia.
Con la sua politica, anche culturale, Federico II avviò degli svecchiamenti dell'Impero, anche se vacillò in alcune scelte e fece degli errori che costarono soprattutto alla popolazione.
Sottopose qualsiasi attività del regno a pesanti tasse, che potevano essere ordinarie o straordinarie, e a risentirne maggiormente fu la classe più povera. In più, il limite del suo potere, oltre a quello delle tasse, consistette nel non aver favorito il ruolo dell'economia cittadina e della classe mercantile, che invece era il ceto che portava ricchezza nel territorio.
La sua velocità nell'intendere la rivoluzione e il cambiamento non gli permisero di mettere in luce quella che fu la figura trainante del Medioevo: il mercante.
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