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Enrico III di Franconia

Enrico III di Franconia, figlio di Corrado II il Salico, cinse la corona del Sacro Romano Impero nel 1039, quando il padre era ancora in vita. Come tutti i suoi predecessori, salito al trono, si dovette preoccupare di consolo dire il potere in Germania dagli attacchi dei popoli dell’ Europa orientale. In quest’ottica, riuscì a battere i Polacchi e a ridurre la Boemia a stato vassallo dell’Impero. Quindi rivolse la sua attenzione verso l’Italia per ristabilire l’ordine e far rientrare le turbolenze dei vassalli, ma soprattutto per consolidare il controllo imperiale su Roma e sul Papato che con Corrado II si era un po’ allentato. L’occasione gli fu offerta nel 1046 quando ben tre papi si contendevano il trono pontificio (Benedetto IX dei conti di Tuscolo, Silvestro III della famiglia Crescenzi Ottaviani e Gregorio VI), per quanto su tutti e tre incombesse l’accusa di simonia. In un concilio tenutosi a Sutri, Enrico III fece deporre i tre papi e ne fece nominare un quarto di sua fiducia, di origine tedesca, che prese il nome di Clemente II. Successivamente si fece conferire dai Romani in titolo di Patricius Romanorum che fino ad allora spettava al capo della fazione romana che di volta in volta arrivava a primeggiare e che dava il diritto di essere il primo a proporre al clero il nominativo di colui che avrebbe dovuto essere papa. Per questo, per oltre 10 anni, Enrico III poté far eleggere tre papi tedeschi di suo gradimento (Damaso II, Leone IX e Vittore II). Enrico III non si preoccupò solo di problemi politici. Era fermamente convinto che la Chiesa avesse bisogno di una riforma e per questo era simpatizzante per le correnti di rinnovamento che si stavano facendo strada in quel momento e che trovavano il propri centro di propulsione nel monastero di Cluny. Purtroppo è proprio dall’opera riformatrice di Cluny che avrà origine la lotta fra Papato e Impero. Nella sua mente, Enrico III pensava che la presenza di papi tedeschi sul soglio pontificio avrebbe tutelato l’ordine dell’ Impero soprattutto nell’ Italia meridionale i cui continuavano gli attriti fra Bizantini e Longobardi e dove cominciava a farsi sentire anche la presenza di avventurieri normanni. Infatti la popolazione di Benevento dovette ricorrere all’ intervento dell’ esercito papale di Leone IX per difendersi dalle minacce normanne di Roberto il Guiscardo. Purtroppo l’esercito pontificio fu sconfitto a Civita (1053) e lo stesso papa fatto prigioniero. Negli anni a venire, nessun altro papa e nemmeno l’Imperatore ebbero più la forza di intervenire nell’ Italia meridionale contro i Normanni. Enrico III morì nel 1056.
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