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La dinastia abbaside e le divisioni politiche del mondo musulmano.

Il dominio degli Omayyadi si estendeva su un territorio immenso, dalla Spagna all’India. Però proprio quest'estensione, le rivalità per la successione dinastica e i conflitti tra le diverse tribù arabe portarono all’abbattimento del loro potere.
Intorno al 750 una rivolta capeggiata dalla famiglia degli Abbasidi ( appoggiata da tribù iraniche) portò all’abbattimento del potere degli Omayyadi e al loro massacro. Le cause di questo episodio vanno ricercate in almeno tre differenti ambiti. La rivolta fu determinata, anzitutto, da una reazione a favore della famiglia del Profeta perché in molti, a cominciare dagli sciiti, sostenevano che il trono spettasse ai discendenti di Maometto, con il quale gli Abbasidi potevano vantare una lontana parentela. In secondo luogo, si acuì il malcontento dovuto ai privilegi di cui godevano le popolazioni di etnia araba ( sostenute dagli Omayyadi) e al fatto che a questi fossero riservati i posti di responsabilità nell’amministrazione del califfato.

Infine vi era stato un incremento della pressione fiscale particolarmente pesante verso i convertiti non arabi, sui quali pesavano tributi dai quali erano invece esenti gli appartenenti alla stirpe araba.
Con l’avvento al potere degli Abbasidi, dunque, il mondo islamico assunse un nuovo volto: il predominio arabo poteva considerarsi concluso e il califfato si avviava a divenire l’istituzione portante di uno Stato cosmopolita; all’amministrazione di questo Stato, infatti, partecipavano tutte le etnie che lo formavano e che si erano progressivamente islamizzate.
Sotto gli Abbassidi la civiltà islamica raggiunse vette altissime e la nuova capitale dell’Impero, Baghdad ( nell’odierna Iraq), fondata nel 762, divenne una delle più grandi e splendide città dell’epoca. L’ascesa al potere di questa nuova dinastia segnò, tuttavia, anche l’inizio della frammentazione del mondo islamico.

Tra l’VIII e il IX secolo si resero di fatto indipendenti il Marocco, la Tunisia, l’Egitto e numerose province asiatiche, governate ciascuna da singole dinastie. Questo smembramento favorì l’infiltrazione dei Turchi (popolazione provenienti dalle steppe del Turkenstan)contro cui era molto difficile lottare, non solo per la loro forza militare, ma anche perché veniva meno il motivo religioso: essi infatti non erano “infedeli”, essendosi già convertiti alla fede musulmana. Nel X secolo, infine, il califfato abbaside entrò definitivamente in crisi a causa delle rivalità dall’interno e dei ricorrenti conflitti religiosi tra le fazioni scritte e quelle sunnite.

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