Video appunto: Decreto di Graziano

Il decreto di Graziano



Nell’età in cui ha avuto origine la nuova scienza giuridica, anche il diritto della Chiesa si è trasformato radicalmente. Alcune scelte compiute dalla riforma di Gregorio VII (papa tra il 1073 e 1085 d.c.), vengono tradotte in diritto organico tra il XII e il XIII sec.: precedentemente il diritto canonico non aveva un testo unitario, ma tanti testi pieni di nozioni.
Fondamentale è nel 1140 la composizione di una collezione canonica da parte del monaco Graziano, che riunì in un’unica compilazione circa 4000 testi che coprivano l’intero spettro dei rapporti giuridici della Chiesa. Il Decreto di Graziano, accolse accanto ai canoni di una serie di concili e sinodi locali, molti testi di origine pontificia e in particolare gregoriana, inoltre anche testi di diritto secolare, con apporti di procedura romanistica. Non a caso il testo vide la luce a Bologna, proprio negli anni in cui Irnerio e suoi allievi avevano messo a punto il nuovo metodi di studio.

Il Drecreto di Graziano ha un carattere particolare: in esso convivono diritto e teologia, regole giuridiche e morali-religiose, pur se Graziano in esso pone le basi della distinzione tra i due piani che verrà teorizzata e praticata successivamente. Graziano, nell’amplia selezione di testi, si baso in particolare su alcune collezioni anteriori, tra cui quelle di Anselmo da Lucca e Ivo di Chartres: se ne distaccò però nel metodo, in quanto accompagnò i testi con una serie di brevi commenti di chiarificazione (dicta), concepiti allo scopo di superare le contraddizioni di tante fonti canonistiche. Attraverso il criterio della distinctio, Graziano dimostra che due o più regole apparentemente discordi, concernono in realtà fattispecie differenti. In questo modo egli valorizza l’intera tradizione del diritto canonico occidentale, senza doverne sacrificare una parte in onore della coerenza.