Video appunto: Decretali pontificie

Le decretali pontificie



Dopo la riforma gregoriana, e la conseguente centralizzazione della Chiesa, molte decisioni giudiziarie vennero portate a Roma. Il diritto canonico prevedeva il ricorso in appello al papa non solo dopo la sentenza definitiva, ma anche sulle decisioni intermedie di vescovi e giudici ordinari.
Consentiva che il ricorso fosse fatto direttamente al papa, senza rivolgersi preliminarmente alla diocesi del luogo. Inoltre spesso erano anche i vescovi a chiedere un preventivo parere giuridico su casi controversi alla sede apostolica. Il carico giudiziario divenne enorme, in particolare con papa Alessandro III (1159-1181). Egli stesso e i pontefici successivi, cercarono di porre un freno al dilagare dei ricorsi, ma senza successo. La procedura più frequentemente usata consisteva nel redigere un breve scritto, denominato lettera decretale, in cui il papa delegava un vescovo o un alto prelato, a decidere il caso – a condizione che i presupposti di fatto accertati dal giudice coincidessero con quelli presentati nell’appello – sulla base di una regola di diritto contenuta nella decretale stessa. In essa erano contenute le istruzioni e le modalità di risoluzione della controversia. La decretale, che doveva essere solo un consiglio su come risolvere la causa, venne progressivamente utilizzata dai giudici, soprattutto se erano stati loro a richiederla, come una sentenza.

Come avvenne per i rescritti imperiali romani, anche le decretali assunsero nel tempo valore normativo: le decretali nate per risolvere un caso specifico ben presto acquisirono un ruolo autoritativo anche per casi simili. Da decisione giudiziale la decretale assurge a norma generale. Dalla fine del XII sec. le decretali vengo raccolte in collezioni private. Con Gregorio IX (1227-1241) le decretali vengono riunite in un’unica raccolta – 1234 Liber Extra – ordinata sistematicamente in cinque libri che trattano di argomenti diversi: il Libro I delle fonti e delle cariche ecclesiastiche; il Libro II del processo canonico; il Libro III del clero, dei beni e dei benefici ecclesiastici; il Libro IV del matrimonio; il Libro V del diritto penale canonico. La procedura dei ricorsi al papa e la produzione di decretali e di costituzioni, che ne furono il frutto, furono lo strumento fondamentale per promuovere lo sviluppo del diritto canonico e per renderlo uniforme entro l’intera Chiesa latina. Accanto al Decreto di Graziano, il Liber Extra, costituì il Corpus Iuris Canonici. Esso era destinato a regolare il diritto della Chiesa, pur con importanti integrazioni prodotte dal concilio di Trento, sino al 1917.