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L’Università medievale


Le Università medievali nascono fra l’ XI e il XII e sostituiscono poco a poco le Scuole Cattedrali.
Le Scuole Cattedrali, presenti in molte città europee, erano gestite da religiosi e si chiamano così perché funzionavano all’interno delle cattedrali o delle canoniche delle parrocchie. Lo scopo era quello di formare il futuro clero, ma col tempo vi furono ammessi anche i laici. In esse venivano insegnate le discipline del Trivium (Lingua latina o Grammatica, Retorica e Dialettica) e del Quadrivium (Artitmetica, Geometria, Astronomia e Musica. Veniva impartito anche lo studio della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio con lo scopo di fornire ai discenti l’insegnamento delle scienze naturali.
Poiché le Scuole Cattedrali non avevano solide basi istituzionali ed il loro successo era legato soltanto al prestigio del singolo docente, col tempo si trasformarono in corporazioni che comprendevano sia il corpo docente che gli studenti della medesima città. Inizialmente si chiamarono Studia generalia e richiamavano studenti anche fuori dalla giurisdizione cittadina e ai licenziati veniva rilasciato il titolo di Jus ubique docendi, cioè la possibilità di insegnare ovunque. Solo più tardi, quando la corporazione fu consolidata, si cominciò ad utilizzare il termine Universitas. Anche se mancano molte testimonianze scritte relative a questa fase, si può affermare che le Università erano ben integrate nel tessuto sociale del territorio ed esercitavano una grande influenza culturale anche a livello europeo. Le più antiche e prestigiose università furono Parigi, per la teologia, Bologna, per il diritto e Salerno per la medicina. Prima del XIII secolo, furono fondate anche le Università di Coimbra, Oxford e Montpellier.
Le Università erano organizzate in facoltà e gli studi avevano una durata che poteva essere anche di quindici anni, come la facoltà di medicina e teologia di Parigi
Oltre ad avere un numeroso personale specializzato necessario per ricoprire i vari ruoli, le grandi Università potevano contare fino a ventimila studenti e questo costituiva una notevole fonte di guadagno per la città. Pertanto, le città che ospitavano le università videro poco a poco incrementare le loro attività commerciali e dovettero anche darsi strutture adeguate per rispondere alle esigenze della folla di studenti e di docenti.
Col tempo, le Università, a seguito di aspre lotte, si resero sempre più indipendenti dal potere comunale, dai poteri laici come i signori ed i sovrani e dal potere religioso, come i vescovi. Da notare che molto spesso le Università per conquistarsi o difendere l’autonomia dovettero ricorrere all’autorità del Papa che non mancava di esercitare la sua ovvia influenza ideologica.
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