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Dal Comune alla Signoria

Rispetto al sistema feudale, la società comunale era senz’altro più democratica anche se restavano esclusi dalla democrazia gli agricoltori che abitavano nel contado (= il terreno che il Comune aveva tolto ai signori feudali), le donne e gli ebrei. Pertanto la democrazia comunale era riservata solo ai cittadini che facevano parte delle corporazioni delle arti e dei mestieri. Inoltre all’interno del Comune esisteva il popolo minuto (artigiani, proprietari di botteghe) il il popolo grasso (i banchieri i ricchi mercanti) ed è quest’ultimo che era in grado di opporsi ai magnati (= coloro che rappresentavano l’aristocrazia). All’inizio la lotta contro i magnati vide un’alleanza fra popolo minuto e popolo grasso, che col tempo, però venne a mancare sia per le lotte fra Guelfi e Ghibellini, sia per le rivalità esistenti all’interno del Comune fra le varie famiglie o per contrasti di parte (es. Guelfi di parte bianca e Guelfi di parete nera)
Succedeva anche che un partito chiedesse l’alleanza con un potere esterno molte forte (il Papa o la Francia). In questo modo, piano piano, la democrazia perde significato e viene a mancare perché all’interno del Comune prevale una famiglia su tutte le altre. I Comuni cominciano così ad essere governate da un signore , appartenente a dinastie signorile locali : è il caso degli Estensi a Ferrara, dei Gonzaga a Mantova, dei Visconti a Milano dove il governo è retto da un Signore. Firenze costituisce un eccezione: qui la struttura comunale non viene abbattuta anche se il potere è esercitata dalla famiglia signorile dei Medici.
Nel Trecento, mentre il Comune si sta trasformando in Signoria, in Italia si manifesta un fenomeno nuovo: i Comuni o le Signorie cercano di difendere sempre più i propri interessi particolari e perdono così di vista l’interesse generale. Di conseguenza la borghesia mercantile dei Comuni viene superata dalla grande borghesia europea, perché quest’ultima, nel suo sviluppo, è favorita dal fatto che gli Stati nazionali (Francia, Paesi Bassi, ecc.) si rafforzano sempre più perdendo così il carattere di particolarismo che invece persisteva nella Penisola italiana. Contemporaneamente l’Europa attraversa una grave crisi sia demografica che economica. La cause sono: i terreni troppo sfruttati diventano meno fertili, carestie ed epidemie che colpiscono una popolazione già molto indebolita. Fra le epidemie dobbiamo ricordare la peste, chiamata anche pesta nera che raggiunge il punto culminante nel 1348 e che fu la causa della morte di 1/3 della popolazione europea.
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