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Concetti Chiave

  • I comuni italiani si sono sviluppati alla fine dell'XI secolo come forme autonome di governo, opponendosi al potere feudale e al Papato.
  • Il sistema politico dei comuni includeva assemblee civiche, cariche elettive e istituzioni come i consigli degli anziani e l'arengo, favorendo una diversificazione politica.
  • Il concetto di libertà e uguaglianza è centrale nella vita politica, con il potere legittimato dal consenso dei cittadini liberi attraverso elezioni, anziché successioni.
  • Il "Liber paradisus" di Bologna del 1257 ha sancito la liberazione di servi e schiavi, affermando la libertà come diritto naturale e promuovendo l'uguaglianza tra i cittadini.
  • Nonostante il principio di uguaglianza, la partecipazione politica era limitata e strutturata in gruppi, escludendo i lavoratori non qualificati dalle decisioni politiche.

Indice

  1. L'origine dei comuni italiani
  2. Il sistema politico dei comuni
  3. Libertà e contraddizioni

L'origine dei comuni italiani

L’antico spirito della democrazia greca si ritrova nei comuni italiani, piccole realtà cittadine che si formano

sul finire dell’XI secolo conquistando l’autonomia dal Papato e dall’Impero. Il loro nucleo iniziale è costituito

da piccoli associazioni, le coniurationes, di cittadini che si associano mediante un giuramento che li pone in

una società autonoma contrapposta al potere feudale. Prima di queste associazioni il monopolio del potere

era esercitato dai nobili e dai cavalieri, ma all’inizio del XIII secolo, principalmente nell’Italia centro-

settentrionale), il popolo inizia un movimento di ribellione rivendicando un ruolo nel governo, ma a farlo è

comunque il ceto produttivo della società ( mercanti, esponenti delle Arti o delle Corporazioni, funzionari

nell’ambito giuridico), che stava emergendo portando anche un incremento demografico e di inurbamento.

Il sistema politico dei comuni

Inizia una vivace attività civica: il popolo viene riunito in assemblee che prendono decisioni come la nomina

di magistrati o il conflitto con altre città. Si sviluppa un sistema di diversificazione politica grazie a diverse

cariche ed istituzioni, tra gli istituti collegiali più importanti vi sono i consigli degli anziani, del popolo,

l’arengo (assemblee cittadine), le rappresentanze delle Arti e dei mestieri. Le cariche pubbliche di vertice

sono elettive e dalla breve durata. Inizialmente i comuni vengono governati da consoli, ma successivamente

si sviluppa la figura del potestà, autorità politica che proviene dall’esterno della città, in grado dunque di

essere imparziale e non farsi condizionare dalle lotte di fazione. Si sviluppa l’idea che sia il governo a dover

essere al servizio dei cittadini e l’operato del potestà viene controllato sia durante a sua carica annuale, sia

alla fine del mandato, dove invece di ricevere l’ultima rata dell’onorario viene sottoposto al controllo da

una commissione di cittadini apposita.

Libertà e contraddizioni

Per quanto colma di contraddizioni la vita politica generale è dominata dal principio di libertà e aequalitas,

in cui gioca un ruolo chiave l’elezione del governo, invece della sua successione. La legittimità del potere

deve derivare dal consenso che ad esso danno i cittadini liberi ed uguali. La città di Bologna sancirà nel 1257

tramite il “Liber paradisus” la liberazione di tutti i servi e schiavi del contado che vengono riscattato

attingendo alle finanze comunali; nel documento la schiavitù viene paragonata ad un germe capace di

contaminare l’intera città, inoltre si sostiene che la libertà sia un diritto degli uomini poiché la natura li ha

generati liberi e Dio stesso ha mandato il figlio sulla terra per trasmettere questo messaggio (Rousseau dirà

che l’uomo nasce libero, ma è comunque condannato a vivere in catene). Questo documento sancisce una

libertà sia economica che politica; la libertà comunale ha come peculiarità il voler rendere tutti i cittadini

eguali, ma nonostante questo non garantisce la partecipazione politica per tutti, poiché essa è decretata

con l’articolazione della cittadinanza in gruppi e corpi intermedi, che la canalizzano ed organizzano

neutralizzando così il ruolo politico dei lavoratori non qualificati che non possono pertanto far parte di

alcuna corporazione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine dei comuni italiani e come si sono formati?
  2. I comuni italiani si formano sul finire dell'XI secolo, conquistando autonomia dal Papato e dall'Impero, grazie a piccole associazioni di cittadini, le coniurationes, che si uniscono per opporsi al potere feudale.

  3. Quali erano le principali istituzioni politiche nei comuni?
  4. Nei comuni si sviluppa un sistema politico diversificato con cariche elettive e istituzioni come i consigli degli anziani, l'arengo e le rappresentanze delle Arti, mentre inizialmente i comuni erano governati da consoli e successivamente da un'autorità esterna chiamata potestà.

  5. Qual è il principio fondamentale che guida la vita politica nei comuni?
  6. La vita politica è dominata dal principio di libertà e aequalitas, dove la legittimità del potere deriva dal consenso dei cittadini liberi ed uguali, enfatizzando l'importanza dell'elezione del governo rispetto alla successione.

  7. In che modo il "Liber paradisus" di Bologna ha influenzato la libertà dei cittadini?
  8. Il "Liber paradisus" del 1257 sancisce la liberazione di servi e schiavi, affermando che la libertà è un diritto naturale e paragonando la schiavitù a un germe che contamina la città, promuovendo così una libertà economica e politica, sebbene non garantisca la partecipazione per tutti i cittadini.

Domande e risposte

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