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Ceto dei notabili


Con il termine di notabili si indica un élite contraddistinta non solo dal nome, ma anche e soprattutto dal censo, che deve la sua entrata in società nel periodo dell’Ancien Règime. In Francia essi erano una categoria sociale dal profilo istituzionale; distinti da una vera è propria classe politica poiché quest'ultima ha un ruolo nella sfera politica, seppur diverso da quello dei politici di professione, ed acquisisce importanza ed influenza basandosi sulla possibilità di utilizzare la propria capacità nel mercato. Viceversa I notabili erano un ceto che vedeva nella loro ricchezza la fonte del loro potere. È dà notare che i ceti sono consapevoli del loro potere molto più di quanto possano esserlo le classi, poiché i primi sanno che il loro capitale può fare la differenza in un assetto economico e politico; essi si basano sulla loro propietà e sulla loro cultura. Realtà della Francia pre rivoluzionaria, trovano riscontro anche nell’Italia unificata. Nello specifico nei primi decenni dopo la costituzione del Regno d’Italia era evidente la centralità di un gruppo notabilare; infatti Nuovo Regno del 1861 fu per lungo tempo composto da varie “italie” dominanti (almeno fino alla sua definitiva unificazione nel 70) ed i notabili, nonostante l’unitarietà del neo Regno, mantenevano la loro centralità nella forma del diritto/dovere a servire un nuovo Stato. La diversità di queste élite italiane fu prima territoriale, e poi sociale e proprio per questo contribuirono non poco ad ostacolare la tanto aspirata unificazione sociale, politica ed economica.
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