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Basso Medioevo - Artigiani e associazioni

All'interno della città gli abitanti, nonostante le diverse occupazioni e il diverso livello sociale, erano legati da un comune senso di appartenenza, un forte orgoglio cittadino, simile al sentimento patriottico. Ciò tuttavia non impediva di costituirsi in altri tipi di aggregazione sulla base delle attività economiche o sulla condivisione della propria cultura religiosa.
Gli artigiani erano organizzati nelle Arti o Corporazioni che erano associazioni di mestiere, raccoglievano cioè tutti coloro che svolgevano una medesima attività. Lo scopo di tali associazioni era di regolamentare il lavoro, per evitare soprusi o illeciti e soprattutto per impedire la concorrenza sleale da parte di qualcuno. Le corporazioni stabilirono che poteva aprire una bottega solo chi fosse membro della corporazione stessa; imposero gli standard qualitativi sui prodotti finiti; o ancora proibirono qualunque forma di pubblicità.

Le Arti non erano tutte uguali, alcune erano organizzazioni molto prestigiose, chiamate Arti maggiori, a cui aderivano i professionisti della città: notai, banchieri, produttori di panni di lana e di seta, speziali (i farmacisti). Le Arti minori invece rappresentavano artigiani o mercanti più modesti come fornai, calzolai, fabbri, macellai. Alcune città divennero famose per i loro prodotti artigianali: in Italia ad esempio erano molto rinomate le armi di Milano e di Brescia e i panni di lana di Firenze.
Le Arti svolgevano anche uan funzione di mutuo soccorso, tenevano infatti una casso comune che serviva a distribuire fondi per assistere la famiglia di membri in difficoltà. Ogni Arte aveva poi un suo priore, eletto dai maestri artigiani, che doveva controllare il comportamento dei membri.
Un'altra forma di associazione presente nelle città era la confraternita: raggruppava da alcune decine a centinaia di persone, dello stesso quartiere oppure fedeli di un santo protettore, ed era finalizzata alla reciproca assistenza, alla beneficienza o a opere di carità. I membri e gli organi di governo della confraternita si giuravano fedeltà, erano obbligati a seguire un codice di comportamento comune, perciò rissosi e violenti venivano immediatamente espulsi.

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