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L’Avanzata araba nei territori di Bisanzio

Dopo aver abbattuto l’Impero persiano, gli Arabi si trovarono davanti a un solo Stato organizzato in grado di resistere alla loro espansione, l’Impero bizantino. All'inizio sembrò che questo fosse incapace di opporsi al dilagare degli eserciti invasori che in pochi anni si impadronirono di buona parte del territorio dell’Impero d’Oriente: dopo la conquista della Siria e della Palestina, l’Egitto cadde nelle mani degli Arabi e la stessa Alessandria, la più prestigiosa città d’Oriente, aprì le porte ai conquistatori. In seguito gli Arabi allestirono una flotta e penetrarono nell’Egeo; Cipro e Rodi vennero espugnate.

Successivamente gli Arabi occuparono anche Cartagine e tutta l’Africa bizantina. Nel 711, un luogotenente berbero, Tariq, sarebbe infine partito dall’Africa alla volta della Spagna, sbarcando presso una rocca che da allora porta il suo nome: “Gilbilterra”, da Giabal Tariq, “il monte di Tariq”.

I musulmani avrebbero poi distrutto il Regno visigoto nella penisola iberica continuato la loro avanzata verso Nord, fin quando non furono sconfitti in Francia da Carlo Martello a Poitiers (nel 732).

Nella prima metà dell’VIII secolo, in sostanza, gli Arabi posero piede saldamente in Europa, da cui sarebbero stati espulsi solo otto secoli più tardi.


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