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La ziggurat


Presso i Sumeri ogni città aveva un suo dio particolare. Per onorario insieme alle altre divinità, veniva costruita un’alta torre a gradoni in cima alla quale si trovava il santuario principale della città stessa. Questa torre, chiamata “ziggurat”, veniva costruita con mattoni crudi (cioè semplicemente seccati al sole) e rivestita all’esterno di mattoni cotti nei forni. La più celebre ziggurat fu quella di Ur, risalente alla fine del 2000 a.C. Consisteva di una piramide tronca a tre piani, internamente piena. Il piano inferiore, l’unico ancor oggi ben conservato, era alto circa 21 metri dal suolo. Su di esso si alzavano altri due piani, ognuno più piccolo dei sottostante, e sul più alto sorgeva il santuario di Nanna, dio della luna. Si accedeva al tempio attraverso tre gradinate, ciascuna di 100 gradini. Altre gradinate portavano quindi al santuario. Le terrazze inferiori erano adibite a giardini pensili.
La ziggurat, chiamata anche “collina del cielo”o”montagna di dio”, simboleggiava la comunicazione tra il cielo e la terra e doveva essere ben visibile da lontano, per dimostrare la potenza della città e la benevolenza degli dei che la proteggevano. Alla ziggurat di Babilonia, che doveva essere particolarmente imponente (oltre 90 metri di altezza), si riallaccia probabilmente il famoso racconto biblico della torre di Babele, Costruita dagli uomini nel tentativo di edificare una torre tanto alta da raggiungere il cielo.
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