L’uomo preistorico – dall’Homo Erectus all’Homo Sapiens Sapiens

L’evoluzione della specie umana a partire dalle scimmie è avvenuta lentamente nel corso del tempo, da esse si svilupparono via via esseri più progrediti, decisamente più somiglianti all'uomo. 250 mila anni fa era già presente sulla terra quello che gli scienziati chiamano Homo erectus il quale è considerato il progenitore dell'uomo. E dall'homo erectus, infatti, che derivano le varie specie umane.
L’Homo Erectus deve il suo nome proprio alla sua capacità di stare sempre in posizione eretta e per le sue strutture anatomiche decisamente simili a quelle dell'uomo d'oggi. Da questo Homo Erectus sono derivate due specie di esseri: una più rozza e destinata ad estinguersi dopo circa cinquantamila anni (ad essa appartennero esseri dei quali sono stati trovati i resti e che è stato battezzato il pitecantropo di Giava e il sinantropo di Pechino), l’altra invece più forte e intelligente, quella detta dell'Homo Sapiens. Questa stirpe ormai decisamente umana si sviluppò ancora: da essa derivarono altri due filoni, uno di uomini abbastanza progrediti e intelligenti (quelli che chiamiamo di Neanderthal) ma meno abili degli uomini di un altro ramo della famiglia. Così il ramo dell'uomo di Neanderthal si estinse dopo circa 100.000 anni, mentre dall'altro ramo si svilupparono esseri umani sempre più intelligenti e capaci di sopravvivere. Sono quelli che chiamiamo l’uomo di Swanscombe, l’uomo di Fontechevelde e l’uomo di CròMagnon. Questi sono i nostri veri progenitori, in quanto da essi ebbe origine l’Homo sapiens sapiens, un uomo esattamente simile a noi, in tutto e per tutto.

Hai bisogno di aiuto in Storia per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email